Andrea Sempio torna in tv per gridare la sua innocenza. E questa volta lo fa nel salotto di Verissimo. A Silvia Toffanin l'indagato per l'omicidio di Chiara Poggi spiega di essere "un colpevole desiderato. Ci aspettiamo il rinvio a giudizio nel senso di arrivare a un'udienza preliminare". Ospite su Canale 5 nella puntata di domenica 11 gennaio, Sempio ammette: "La cosa assurda è che questa storia segue due strade. C'è una storia giuridica abbastanza lineare. Poi c'è la parte mediatica, con tifoserie schierate. Questa storia è diventata una serie tv. Una parte" del pubblico "ce l'ha con me, sono il colpevole desiderato. Nella vita di tutti i giorni non avverto odio. Sui social, invece, tantissimo. Quando escono notizie a me favorevoli, sui social si legge che 'c'è sotto qualcosa, c'è un trucco'. C'è gente che vuole festeggiare la mia condanna".
Sempio ripensa al momento in cui è stato coinvolto formalmente nell'inchiesta. "'Dobbiamo consegnarle un atto', mi hanno detto i carabinieri quando ho risposto. Quello che stavo vivendo finisce e inizia tutto quello che sto vivendo adesso, tra caos e sospensione. Il primo pensiero è stato 'come lo dico ai miei?'. Dovevo dirgli che ci eravamo dentro, di nuovo. Sono andato a casa dei miei genitori con il documento in mano". E su quali saranno gli sviluppi, Sempio è tutt'altro che ottimista: "Ci aspettiamo il rinvio a giudizio nel senso di arrivare ad un'udienza preliminare. Vedremo poi in udienza preliminare, puntiamo al proscioglimento: non ci sembra ci siano elementi per portare avanti il processo. Io potrei chiedere di essere interrogato, se sarà il caso si farà".
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Sul giallo di Garlasco piomba una ulteriore, clamorosa, novità: due super-testimoni mai ascoltati prima, che ques...Sempio risponde a domande su elementi tecnici dell'inchiesta. Si parte dal Dna trovato sotto le unghie della vittima e compatibile con la linea maschile di Sempio. "C'è una traccia che viene fuori da una replica, in altre repliche non c'è. È una parte dei risultati che sono usciti. Nella mia archiviazione del 2017, il pm aveva detto che le perizie a me contrarie prendevano in considerazione solo una replica". Poi l'impronta sul muro che conduce alla taverna: "Poniamo che l'impronta sia ascrivibile a Sempio. Ma non è un'impronta insanguinata ed è su una parete su cui ci sono impronte del fratello, dei carabinieri e di altre persone. È un punto della scala in cui era normale appoggiarsi". "Avevo un'infatuazione per Chiara? Non c'è mai stato nulla. Io sono molto amico del fratello di Chiara, mi capitava di incontrarla in casa ma non andavamo oltre il 'ciao'. Ricordo di non essere mai entrato nella stanza dei genitori di Chiara", prosegue.
E alla domanda sul perché abbia conservato il biglietto di un parcheggio di Vigevano dove si è recato nel giorno dell'omicidio. il 37enne risponde: "Era successa qualcosa a una persona a me vicina. Era normale pensare che avrebbero sentito tutti, mi sembra normale tenere qualcosa che avrebbe confermato le mie parole. Tante persone hanno fatto lo stesso conservando pagamenti, documenti del lavoro".
Infine il passaggio sul mandato revocato all'avvocato Massimo Lovati: "È stata una decisione molto sofferta. Aveva un'idea diversa in relazione alla linea difensiva, per certi aspetti più aggressiva. Io volevo andare con maggiore calma. Come difesa, finora, abbiamo esercitato alcuni diritti senza fare nulla di eclatante", dice. Un'intervista, quella di Sempio, rilasciata senza percepire alcun compenso, neppure un rimborso spese. Così come fatto sapere da fonti certe.




