"Lei è l'erede del Partito Comunista italiano": Giuseppe Cruciani lo ha detto a Brando Benifei del Partito democratico a Dritto e Rovescio, nello studio di Paolo Del Debbio su Rete 4. E ha aggiunto: "Ho visto in questi giorni dei fantastici manifesti che rievocavano la posizione presa dal Pci nel 1979, lei per le posizioni che ha è il perfetto erede...". "Meglio essere eredi del Partito Comunista italiano che del Partito Fascista!", lo ha interrotto con una certa foga l'eurodeputato dem.
"Io non sono erede di nulla, per cui si rivolga ad altri - ha replicato in maniera pacata il conduttore de La Zanzara - sono erede al massimo di mia madre, mio padre e mio nonno. Mio nonno era monarchico se proprio lo voleva sapere. Io non sto dicendo che lei è un criminale, ma solo che è erede di una tradizione di un partito che nel '79 salutò la caduta dello scià come un grande trionfo ed era alleato dell'attuale carnefice del popolo iraniano. Questo era il partito comunista del '79". Al centro del dibattito la guerra scoppiata in Iran e la caduta dell'ayatollah Khamenei a seguito dell'attacco congiunto Usa-Israele.
Parlando della sinistra italiana, poi, Cruciani ha sottolineato: "Quando ci sono iniziative militari di presidenti democratici, non sono così indignati come nel caso di Trump. L'obiettivo è attaccare il governo Meloni, non è che pensate alla salvezza della società iraniana, non ve ne frega niente". "Ma non è affatto vero", ha provato a replicare Benifei. Cruciani, però, ha insistito: "È un pretesto legittimo per attaccare il governo Meloni".
"Meglio essere eredi del Partito Comunista italiano che del Partito Fascista!"
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) March 12, 2026
Brando Benifei (Partito Democratico) a #drittoerovescio pic.twitter.com/ZxrQ6gILMa




