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Paolo Crepet sbrocca: "Ma che si vergogni!", il caso che infiamma la sinistra

venerdì 8 maggio 2026

2' di lettura

A distanza di quasi una settimana a sinistra tiene ancora banco il "caso-Delia", con la giovane cantante uscita da X Factor "colpevole" di aver dissacrato Bella ciao sul sacro palco del Concertone del Primo maggio.

L'orrore? Aver scambiato "partigiano" con "essere umano", per dare, ha spiegato l'interprete, un significato ancora più inclusivo e moderno al brano simbolo della lotta contro il fascismo. 

Apriti cielo, tonnellate di critiche e insulti a cui si unisce, con un pizzico di sorpresa, pure Paolo Crepet. Intervistato da MowMag, il celebre psichiatra non va per il sottile con la povera Delia. 

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"Come si è permessa? Questa non è una cover. Questa è una canzone che in quel contesto lì, a maggior ragione, non andava toccata. È come cantare Nessun dorma e intonare 'All'alba perderemo'. Ma che si vergogni. Mi chiedo: ma chi fa la scaletta, non lo sapeva? Il problema è che tutti quelli davanti non sanno niente, gli va bene, non gliene frega niente. Perché poi ovviamente tutto è dato in pasto a chi se ne frega di Bella ciao".

Lapidario su Delia, e pure sulla sua generazione: "Tu pensi di diventare una grande artista perché hai fatto questa furbata? Questo è un popolo di ignoranti spaventosi, un popolo abituato a nutrirsi di banalità - sentnzia Crepet -. Quindi gli dai la banalità e gli va bene. Ma quando la polemica finisce, poi che succede? Tutti vogliono la mediocrità, anche le case discografiche. Un tempo c'erano i talent scout, ora si parla di mediocrity scout. Come si fa a chiamare talent una cosa che non è talento? Il talento è coraggio, provocazione, Paganini, Bob Dylan. Se devo ritenere un talento chi sostituisce 'essere umano' con 'partigiano' vuol dire che non ho capito niente di talenti".

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paolo crepet

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