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Il dilemma da Gaber a Bobbio tra docce, culatelli e laghi

Dal karaoke al patentino antifascista, la sinistra trova sempre nuovi modi per etichettare come reazionari i propri avversari. Ora tocca all’aria condizionata
di Giovanni Sallustidomenica 28 giugno 2026
 Giorgio Gaber

 Giorgio Gaber

2' di lettura

La nuova dicotomia per orientarsi nella mappa concettuale, geopolitica, valoriale, che traccia i confini tra destra e sinistra arriva dal Paese dei Lumi (spenti): è quella condizionatore/ventilatore. Se il secondo infatti a gauche è tollerato, attivare il primo in Francia ormai è un chiaro indizio di istinti reazionari, turbo-capitalisti ed ecocidi (non è un calembour, l’“ecocidio” come danno duraturo all’ecosistema è un reato introdotto da qualche anno nel Codice penale transalpino).

Come ha detto la ministra della Transizione ecologica Monique Barbut: «Sono inorridita da chi mi dice che basta mettere l’aria condizionata. Questo non è adattamento al cambiamento climatico!». Insomma il climatizzatore magari evita che qualche uomo in carne, ossa e sudore soffochi, ma non salva l’Umanità: è chiaramente di destra. Siamo al gaberiano “Fare il realtà. Ad esempio, “Io direi che il culatello è di destra/ la mortadella è di sinistra” è chiaramente un’immagine novecentesca: oggi affettati, insaccati e carni rosse sono tutte robacce di destra, all’indice dell’Inquisizione vegan-salutista. Cambia la posizione nelle tabelle al variare del criterio di demarcazione, quel che permane è l’ossessività manichea dello schema. Destra/sinistra. Il padre nobile della contrapposizione, se volete, è quel Norberto Bobbio che scovò la chiave distintiva nel diverso atteggiamento di fronte al valore dell’uguaglianza. Nell’affermazione che la destra privilegi anzitutto la “diseguaglianza” (una categoria in negativo, rispetto a quello che poteva essere semplicemente la “libertà”) c’è peraltro la genesi di un certo doppiopesismo morale, se non moralistico. Sviluppando le idee di Bobbio, Gianni Vattimo arriverà a identificare come di destra “il karaoke”, inteso anzitutto come metafora dell’industria dell’intrattenimento. Fiorello è di destra, Fabio Fazio è di sinistra (anche se non ha mai visto un operaio in vita sua, o forse proprio per quello).

Perché nel frattempo la suddetta industria dello spettacolo si è ampiamente ristrutturata, interiorizzando la griglia acefala destra/sinistra. La nuova bussola per distribuire le parti in commedia prevede parole-chiave come “Gaza” e “genocidio”, col risultato paradossale che qualunque mezza calzetta del politicamente corretto strimpelli in kefiah contro lo Stato ebraico diventa di sinistra, mentre Francesco De Gregori, il quale rivendica il diritto dell’artista a non mortificarsi in propagandista ProPal, diventa suo malgrado di destra. È la paranoia del patentino antifascista, la stessa per cui Luigi Pirandello e Louis-Ferdinand Céline (forse il più grande drammaturgo e il più grande scrittore del ‘900) sarebbero oggi respinti all’ingresso di “Più libri più liberi” in quanto indubitabilmente di destra, mentre Roberto Saviano e Chiara Valerio (le cui opere azzardiamo rivelino un valore letterario lievemente inferiore) vengono portati in trionfo. Non contano le gerarchie (peraltro in quanto tali fasciste) conta l’eterno ritornello.