Enoe Bonfanti aveva 88 anni, i modi un po’ spicci - nel senso buono, da vera bergamasca pratica, forte, concreta e sempre diretta - ed era riservata, ma si raccontava con lo sguardo. Dolcissimo. Quando ti sorrideva ti metteva a tuo agio sempre, anche nelle situazioni più insolite, e se ti spiegava qualcosa lo faceva con semplicità e chiarezza. Perché, di chi aveva di fronte, capiva tutto subito solo osservandolo e senza bisogno di tanti discorsi, troppe domande. Questione di sensibilità, ascolto e disponibilità, caratteristiche che l’hanno accompagnata per tutta la vita e che, quando aveva 30 anni (era nata il 3 luglio 1938), le permettevano di fare la puericultrice nel brefotrofio di Bergamo dove ha incontrato l’amore della sua vita: Vittorio Feltri. Il quale, rimasto vedovo a 23 anni (la prima moglie Maria Luisa era morta di parto), ogni giorno portava le gemelline Saba e Laura (nate nel 1967) proprio in quella struttura e le consegnava a una ragazza («Era quella con le gambe più belle», ha raccontato il direttore tempo fa) tanto gentile e premurosa che arrivava dalla Valseriana. Già, Enoe.
Che poi ha corteggiato e infine sposato il 15 giugno del 1968. «Parlava diversamente dagli altri, mi piaceva ascoltarlo - aveva spiegato la signora Feltri in un’intervista al Corriere della Sera -. Prima di lui uscivo con un altro, benestante, mentre Vittorio era povero in canna, lavorava alla Provincia. Mia mamma non era molto d’accordo. Diceva: è brutto avere la matrigna ed è brutto fare la matrigna. Poi è andata così». Enoe Bonfanti (Feltri l’ha sempre chiamata «La Bonfanti»), da quel giorno, è vissuta a fianco di suo marito - ma il più possibile nell’ombra - sostenendolo («Se non hai l’appoggio dalla moglie ti senti solo, abbandonato, triste, non hai forza per reagire», ha confessato Vittorio di recente) e gestendo la famiglia diventata più numerosa con le nascite di Mattia (ora direttore di HuffPost Italia) il 23 giugno 1969 e Fiorenza il 15 marzo 1971. Madre sempre presente, premurosa (ma anche severa) e ottima cuoca (io e suo figlio Mattia una notte, affamati, abbiamo divorato un intero fagiano che lei, appena finito di cucinare, aveva lasciato nel forno: la mattina dopo era arrabbiata, ma divertita e felice che ci fosse piaciuto n.d.r.), Enoe a partire dagli Anni ’80 ha lavorato a Rete 4, dove scriveva le scalette dei programmi tv. Anche il quel caso, ovviamente, con grande riservatezza tanto che nessuno, tra i colleghi, sapeva chi fosse suo marito. Fin quando, un giorno, Berlusconi si presentò in redazione chiedendo della «moglie di Feltri». Gli risposero «Non lavora qui», salvo poi scoprire che era proprio lei.
I 58 anni a fianco di Vittorio Feltri - prima ad Arcene, poi a Bergamo città, in Città Alta, a Ponteranica e infine a Milano - ovviamente, non sono sempre stati facili, ma il legame tra Enoe e Vittorio non si è mai spezzato, malgrado i caratteri forti («Lui tende ad alzare un po’ la voce e siccome sono permalosa gli tengo il muso. Ma tanti anni fa mi sono imposta di fare subito la pace e così è più contento») e qualche scappatella - anzi, «diversificazione» come le chiama il direttore - che lei ha sopportato: «Le sue diversificazioni sono state molto fastidiose e non mi sono mai piaciute. Giurava di non farlo più, ma giurava il falso. Diceva che erano sciocchezze: si giustificava come quelli che fanno le corna e minimizzano», ha confessato sempre al Corriere. Negli ultimi anni Enoe aveva accettato di lasciare Ponteranica e Bergamo per trasferirsi a Milano e stare ancora più tempo con il marito, per godersi fino in fondo i nipoti, la quotidianità («Vittorio guarda sempre la partita in una stanza. Quando l’Atalanta segna mi chiama al telefono al piano di sopra. Se non sento nulla ha perso») e anche qualche momento di romanticismo («La domenica usciamo per prendere i giornali e andiamo al Bar Basso per il caffè e l’aperitivo, tenendoci per mano»). Ma sempre senza esporsi troppo perché Enoe è sempre stata così: presente, ma discreta. Come quando, nel 1995, ha accompagnato il marito Vittorio Feltri a ritirare il Premio Ischia e l’ha aspettato in albergo: «Nel frattempo ho pulito i gerani del terrazzo della stanza, mi sono divertita così».




