(Adnkronos) - "Se analizziamo solo i dati della Sardegna e facessimo una minima proiezione del disastro, il nostro Paese rischierebbe davvero un tracollo economico e finanziario. In Sardegna sono fallite 2351 imprese e hanno lasciato inevaso un debito con lo Stato di un miliardo e duecento milioni. Soldi che lo Stato ha perso facendo fallire quelle imprese per colpa di una riscossione vessatoria che moltiplica per due, tre o quattro il costo iniziale del debito. Se valesse quella proporzione lo Stato rischia di perdere dai 50 ai 70 miliardi di euro per il fallimento delle imprese. A quella perdita vanno poi aggiunti il crollo del Pil per la scomparsa di quelle imprese e gli oneri sociali per tantissimi nuovi disoccupati". "Le 66.251 firme - ha conluso Pili - sono il frutto di una grande mobilitazione di tanti giovani donne e uomini che hanno messo a disposizione di questa causa tempo e impegno. A loro rivolgo a nome mio e dell'intero comitato un grazie di cuore per la passione con la quale hanno raggiunto questo importante risultato. Cito solo dei dati, oltre 14.000 firme nel Sulcis, oltre 22.000 in provincia di Cagliari. Con risultati significativi in Planargia con oltre 3000 firme tra Macomer e Bosa. Risultati lusinghieri nel Barigadu , con mille firme a Terralba e oltre mille firme nel solo comune di Cabras. Ora il lavoro sara' concentrato verso il parlamento con la richiesta ai gruppi parlamentari, alla Presidenza della Camera e al Governo perche' su questa proposta di legge non si perda tempo per evitare che sulla coscienza delle istituzioni ci sia una pesantissima responsabilita' di ignavia e incapacita' che i cittadini non potranno mai perdonare".




