Cagliari, 18 mag. - (Adnkronos) - "Bisogna trovare una soluzione che renda operative le province fin quando non ci sara' una legge che rimodelli le circoscrizioni e riassegni le competenze previste dalla legge. Stessa questione riguarda la posizione delle risorse umane. I dipendenti delle Province, non hanno nessuna responsabilita' sul caos creato da chi ha voluto il referendum per avere visibilita' a basso costo". Lo afferma il presidente della Provincia del Medio Campidano, in Sardegna, abolita con il referendum del 6 maggio scorso, in merito al vuoto normativo derivante dall'abolizione degli enti intermedi, con le conseguenze sul personale dipendente, sui contratti in essere, sulle competenze di Asl e consorzi industriali, ma soprattutto sulla ridefinizione dei confini delle province storiche di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. "In una nuova provincia allargata - spiega Tocco - e' auspicabile che i servizi inerenti le attivita' dell'ambiente, delle scuole, dell'agricoltura, del lavoro, dei permessi e delle manutenzioni stradali, del turismo e dei porto d'armi, restino sul territorio. Questo pressapochismo messo in campo dai referendari e dal presidente della Regione sarda non puo' danneggiare chi lavora alle dipendenze dell'ente e i privati cittadini che non potranno avere le risposte nei tempi sperati". "Se s'interrompe ora l'esperienza amministrativa, senza una legge che ridistribuisca le funzioni, chi si assume le funzioni di protezione civile per il periodo estivo? La competenza - spiega Tocco - e' in capo alle province per norma nazionale. Se succedono eventi calamitosi o sono necessari gli interventi di salvamento a mare in assenza delle province, non avendo i comuni competenze di protezione civile chi assolve questo gravissimo compito?". "Sul pronunciamento da parte degli elettori non si possono fare obiezioni - conclude -,ma e' necessaria e urgente una soluzione istituzionale".




