Cagliari, 22 mag. - (Adnkronos) - E' ormai una corsa contro il tempo, per il Consiglio regionale della Sardegna, per colmare il vuoto normativo creatosi dopo il referendum del 6 maggio scorso, che ha sancito l'abolizione della Province regionali, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio, e indicato la volonta' di abolire anche quelle storiche di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari. La Corte d'Appello di Cagliari ha infatti convalidato l'esito dei referendum, consegnando di fatto al Consiglio regionale l'urgenza di trovare una soluzione normativa al vuoto creato dall'abolizione degli enti intermedi. Il presidente della Regione sarda infatti ha cinque giorni di tempo per firmare il decreto di scioglimento delle province regionali, costituite nel 2001, mentre i presidenti dei gruppi in Consiglio regionale si sono riuniti alle 14 per discutere sulle conclusioni a cui sono giunti i quattro costituzionalisti consulenti dell'Assemblea per evitare il vuoto normativo. E' slittata quindi la riunione della commissione Autonomia, che doveva riunirsi alle 16,30 proprio con all'ordine del giorno la discussione sul futuro degli enti cancellati dal referendum. Intanto stamani un centinaio di dipendenti delle province ha presidiato a Cagliari, Villa Devoto, sede della presidenza della Regione sarda, per chiedere un incontro con il presidente Ugo Cappellacci, per discutere sulla riforma degli enti e avviare un percorso che eviti la paralisi amministrativa.




