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Crisi, Monti: ''Per Ue 2013 sarà più sereno. Il mio futuro? Non entro nel merito ora''

domenica 16 dicembre 2012
Crisi, Monti: ''Per Ue 2013 sarà più sereno. Il mio futuro? Non entro nel merito ora''

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Bruxelles, 14 dic. (Adnkronos) - "Dal punto di vista dell'Unione europea possiamo guardare con maggiore serenità all'anno 2013". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Mario Monti al termine del vertice di Bruxelles. Al Consiglio europeo sono stati "ottenuti risultati che non erano affatto scontati e che qualcuno aveva definito non realistici", ha dichiarato. Poi, rispondendo a chi gli chiedeva un parere sugli endorsement ricevuti in Europa e su un suo eventuale ruolo futuro, il premier ha spiegato che "non è opportuno né possibile", a suo parere, "entrare nel merito oggi" di questioni inerenti ad un suo eventuale ruolo futuro. "Questo tema riguarda gli elettori e intervenire sulle scelte degli elettori che ci saranno o non ci saranno in termini di offerta politica". Quanto agli apprezzamenti dei leader europei e il pressing perché continui la sua azione, Monti ha osservato: "Sdrammatizzerei questa sensazione di stranezza" perché ormai "è normale commentare e dire la propria sulla politica interna dei paesi stranieri". Basta pensare alle elezioni Usa: "Quando ci sono le elezioni americane ogni cittadino italiano si sente in dovere si esprimere la sua preferenza". Parlando dell'intervista in cui Massimo D'Alema definisce 'moralmente discutibile' una candidatura del Professore contro il Pd che lo ha sostenuto in questo anno, Monti ha dichiarato: "I consigli, soprattutto quando vengono da persone autorevoli e che stimo molto e alle quali ho chiesto consigli più volte in passato, li prendo sempre in considerazione". Il premier però puntualizza: "Non ho letto l'intervista e non ritengo opportuno entrare oggi nell'argomento". A proposito dell'accordo all'Ecofin sulla supervisione bancaria, Monti ha detto che il sistema di vigilanza bancaria riguarderà "con riferimento all'Italia una quindicina di gruppi bancari sopra i 30 miliardi, pari al 70% dell'attività complessiva del sistema". Il meccanismo di supervisione unica su cui si è raggiunto l'accordo ieri mattina "prevede la responsabilità primaria della Bce, che assumerà diretta responsabilità sulla vigilanza di circa 150 gruppi bancari in Europa, rappresentativi di circa l'85% delle attività bancarie dell'area euro", ha spiegato Monti. "Quando il meccanismo unico di supervisione sarà pienamente operativo - ha poi osservato -, il fondo salva stati potrà ricapitalizzare direttamente le banche che ne hanno bisogno. Gli aspetti operativi della ricapitalizzaione saranno definiti entro giugno". Monti ha anche affermato che i contratti per la competività e la crescita non dovevano essere l'occasione "per dare un'altra passata di ulteriore strato di rafforzamento della disciplina di bilancio", perché non bisogna "fare confusione logica e non denotare scarsa fiducia in noi stessi". "La disciplina di bilancio è ormai acquisita culturalmente - ha ricordato il premier - e ha tutti i suoi bravi meccanismi di sorveglianza effettiva che vanno dal Trattato di Maastricht, al Patto di stabilità e di crescita, al Six pact, al Fiscal compact, al Two pact. Non credo che persone con serenità mentale, per quanto animate da spirito di rigore, possano ritenere necessario uno o due altri strati di armamento disciplinante al di sopra di questo, di cui se non rileverremmo ai mercati la scarsa fiducia che attualmente abbiamo nella loro efficacia, il che non è vero, perché siamo tutti convinti che funzionino". "Invece - ha concluso Monti - questi contratti sono proprio intitolati a quella finalità che è rimasta più indietro rispetto alla disciplina di bilancio, che è la competitività e la crescita, quindi il grande capitolo delle riforme strutturali".