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Monti: Sarà capo coalizione. Alla Camera con più liste

Monti in conferenza stampa

Andrea Tempestini
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Dopo un incontro durato quattro ore, in "località segreta", e dopo l'annuncio - ovviamente - arrivato via Twitter, di una conferenza stampa, ha preso parola il "candidato" Mario Monti. Ecco il passo definitivo. Mai come questa volta, l'intervento del Professore ha assunto i connotati di una vera e propria discesa in campo: contro Silvio Berlusconi e contro Pier Luigi Bersani, anche se il Prof si affanna a ripetere che lui non gareggia "contro nessuno". Dopo un lungo preambolo la cui sostanza è semplice - ossia "senza di me sarà il diluvio" - il Senatore a vita è passato alla "ciccia" politica. Di fatto ha confermato le indiscrezioni degli ultimi giorni (listone unico al Senato per aggirare lo sbarramento, diverse liste alla Camera) e ha lasciato intendere chi sarà la bussola politica della coalizione che si raccoglierà in devota ammirazione attorno alla cosiddetta "agenda Monti": il pluricitato Pier Ferdinando Casini. L'ode a Casini - "E' stato deciso che al Senato, dove anche per ragioni tecniche questo è consigliabile, ci sarà una lista unica provvisoriamente denominata Agenda Monti per l'Italia. Anche per la Camera - ha spiegato Monti - i partecipanti alla riunione mi hanno offerto la loro disponibilità ad accettare una lista unica, ma io ho pensato che proprio rifiutando il personalismo nella politica e rispettando le diverse identità, le diverse storie, fosse più opportuno avere una lista dell'Udc, per esempio e in particolare, cioè di una forza politica che ha visto per prima i limiti del bipolarismo combattivo e che è stata ancora più delle altre un sostegno permanente all'attività del nostro governo.   Chi c'era al summit - Il Professore ha poi snocciolato i nomi dei presenti alla riunione, e anche su questo fronte poche sorprese. Si evince, anche in questo caso, il ruolo preponderante di Casini, il primo e "in particolare" ad essere citato. Poi Monti ha riferito che erano presenti Della Vedola, Lanzillotta, Nicola Rossi, ed "esponenti  politici non del centro che hanno ritenuto interessante aderire a questa nuova idea e formazione, ad esempio il senatore Pietro Ichino e l'onorevole Mario Mauro, rispettivamente finora domiciliati nel Pd e nel Pdl". Mancava però Montezemolo, "perché all'estero, ma c'erano i due principali responsabili di Italia Futura, Calenda e Romano, erano presenti altre personalità della vita civile o dell'amministrazione locale, Dellai della provincia di Trento, Andrea Olivero fino a pochi giorni fa presidente delle Acli". "Terzo incomodo" - In questo quadro, Gianfranco Fini è un peso morto. Ieri, Monti, nel suo discorso non lo ha quasi nemmeno citato: solo un breve riferimento ai futuristi, su imbeccata di un giornalista. Monti ha parlato di un coinvolgimento futuro di Fli, ma non di Fini. E quindi è legittimo chiedersi: Gianfranco che fine farà? Anche perchè il Prof ha messo Enrico Bondi Mr. spending rewiew ad analizzare i profili di tutti i candidati da mettere in lista. E quando arriverà a quello di Gianfranco Fini, con lo scandalo della casa di Montecarlo nel curriculum (oltre alle radici missine) di certo non potrà chiudere un occhio. Il Prof sarà rigoroso sui nomi. Lo ha detto lui stesso: "Sarò esigente". Il ministro - Per uno che vorrebbe starci ma chissà... uno che invece ha già detto che non ci sarà: si tratta del ministro dello Sviluppo Corrado Passera. L'ex numero uno di Banca Intesa ha registrato lo strappo: "La mia linea non è passata. Mi dispiace, ma a questo punto non sono più disponibile. La "sua linea" era quella della lista unica sia alla Camera che al Senato, simbolo della compattezza del progetto montiano e dei suoi sostenitori. Mario Monti lo ha ascoltato, ma alla fine è passata la linea Casini-Montezemolo per una federazione di liste alla Camera, che oltre a dare visibilità ad Italia Futura e all'Udc, permetterà ai rispettivi leader una maggiore libertà nella formazione delle liste stesse.Ha spiegato che offerte elettorali diverse daranno, a suo giudizio, l'impressione di un "franchising" he il Prof non riuscirà a controllare pienamente. La domanda ora è: cosa farà Passera, che resta sempre il "più candidato" in pectore tra i ministri del governo Monti? "Presto altre adesioni" - Nelle battute iniziali della conferenza stampa, Monti ha annunciato che "altre adesioni alla mia agenda stanno pervenendo in queste ore. Ho riscontrato consenso ampio e convito, credibile, che mi induce a dare il mio incoraggiamento a tali forze in vista delle elezioni". Oggi così vicino a Casini, Monti ne assume anche - in toto - i connotati democristiani: "La mia non è un'iniziativa contro questo o contro quello, contro la sinistra o contro la destra, è un'iniziativa per prolungare nel tempo, intensificare nel passo ed estendere negli obiettivi quella modalità di governo che ha consentito nell'ultimo anno di affrontare la grave emergenza finanziaria". Secondo Monti, che torna ad intestarsi il merito di aver salvato l'Italia dal precipizio, "resta moltissimo da fare. Riteniamo che per fare questo l'Italia debba avere un'evoluzione nella propria politica. L'asse tradizionale che consiste nella destra e nella sinistra ha un valore storico, simbolico, sostanziale per alcune questioni come la distribuzione di reddito e ricchezza, ma non mette in evidenza a nostro giudizio il vero asse che serve oggi all'Italia, quello che punta all'Europa e alle riforme". "Mai pensato a un partito" - Monti spiega poi di non aver mai pensato di creare un partito. "Esiste il mio desiderio di favorire il dibattito politico facendo in modo che le forze politiche si schierino sulle idee. C'è questa prima, positiva, e importante risposta di schieramento sulle idee. Il riferimento all'agenda Monti può essere mobilitante. Non ho mai pensato di creare un partito. Ci sono state troppe cose affrettate e strumentali nella vita politica italiana, incentrate su singole personalità". E Gianfranco Fini? Sul presidente della Camera soltanto una breve battuta, innescata dalla domanda di un giornalista: ma ci sarà anche lui? Concisa la risposta: "Fli è un'altra forza che ha notevolmente sposato il lavoro fatto negli ultimi 12 mesi".

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