Roma, 8 mag. - (Adnkronos) - La carriera politica di Claudio Scajola e' stata segnata da vari guai giudiziari: dalle presunte tangenti al casino' di Sanremo all'appartamento davanti al Colosseo, fino all'arresto di oggi da parte dei giudici Antimafia di Reggio Calabria per aver aiutato nella latitanza, secondo l'accusa, l'ex collega di partito, Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per associazione mafiosa. L'ultima grana processuale l'ex ministro l'ha avuta a Roma, nel 2010, con l'appartamento di via del Fagutale, pagato da "ignoti" "a sua insaputa", che lo porto' alle dimissioni dal dicastero dello Sviluppo economico per "potersi difendere dalle accuse". Assolto in primo grado per questa vicenda, piu' volte si e' parlato di un ritorno nell'agone politico dell'ex coordinatore azzurro ai tempi della 'traversata del deserto', con un ruolo di spicco nella rinata Forza Italia, ma cosi' non e' stato. Tant'e' che ha fatto scalpore la sua esclusione dalla liste per la sfida alle europee del 24 maggio. Quella di Scajola e' stata una carriera iniziata nella Dc ligure e proseguita tra le file di Forza Italia come 'uomo macchina' del movimento azzurro, fino all'incarico di coordinatore nazionale (dal '96 al 2001), culminata con l'approdo al governo, dove e' stato 4 volte ministro: prima all'Interno con il Berlusconi bis poi all'Attuazione del programma e alle Attivita' produttive, infine, allo Sviluppo economico. GLI ESORDI NELLA DC LIGURE. Sessantasette anni, imperiese doc, e' figlio di Ferdinando Scajola, fondatore proprio a Imperia della Democrazia cristiana, segretario provinciale dello stesso partito e sindaco della citta', legatissimo a De Gasperi. Cosi' legato che Maria Romana De Gasperi fece da madrina al battesimo di Claudio, mentre Paolo Emilio Taviani fu suo padrino di cresima. Sono cosi' profonde le radici nella Balena bianca di allora, che a soli 14 anni Claudio mette insieme un gruppo studentesco di ispirazione cattolica e a poco piu' di 20 entra nella direzione nazionale del partito. (segue)




