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Marcello Dell'Utri: "Sono un prigioniero politico"

di Andrea Tempestinidomenica 11 maggio 2014
Marcello Dell'Utri: "Sono un prigioniero politico"

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Dalla clinica di Beirut, Libano, in cui è ricoverato, Marcello Dall'Utri afferma di essere un "prigioniero politico". E in caso di estradizione, prosegue, vuole "essere affidato ai servizi sociali". E' quanto ha affermato a un cronista di Repubblica che ha raggiunto l'ex senatore del Pdl. "Sono un prigioniero politico - spiega Dell'Utri - perché quella di venerdì è stata una sentanza politica (la conferma della condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ndr) -: una sentenza già scritta di un processo che mi ha perseguitato per oltre 20 anni soltanto perché ho fatto assumere Vittorio Mangano come stalliere nella villa di Arcore del presidente Silvio Berlusconi. Una persona per me davvero speciale anche se aveva dei precedenti penali: per me Mangano era un amico e basta". Dell'Utri prosegue: "Sono venuto qui senza nascondermi, e da quando sono a Beirut ho sempre usato il mio cellulare, che probabilmente poteva essere intercettato. Io sono partito con il mio nome e cognome, non ho usato altri mezzi". E ancora: "Io sono qui in ospedale e posso assicurare che, come si dice a Palermo, meglio il carcere che una brutta malattia, e se sarò estradato in Italia - afferma - vorrei fare quello che fa il presidente Berlusconi: essere affidato ai servizi sociali. Ma io sono condannato per mafia e non posso assistere gli anziani come sta facendo lui. Posso solo assistere, se me lo permetteranno, i carcerati".