Matteo Renzi ormai ha la vocazione manettara. Nella sua campgna elettorale per le europee il premier ricorda sempre più Antonio Di Pietro. Così anche da Forlì parte la fatwa sui politici indagati per le presunte tangenti Expo: "Così come si fa il daspo ai tifosi, per tenerli lontani dagli stadi, così va fatto il daspo ai politici che prendono le tangenti. Queste persone noi non vogliamo vederle, in giro, mai più". E ancora: "Non lasceremo l’evento in mano ai tangentisti". Poi il premier, che ormai pare aver indossato i panni di Grillo, ha commentato la proposta del reddito di cittadinanza, uno dei punti fondanti del programma del Movimento 5 Stelle. "Parlano di reddito di cittadinanza? Gli italiani non chiedono l’elemosina di stato, chiedono di lavorare e per questo bisogna mettere le aziende in condizioni di assumere". E a proposito dell’immigrazione: "Noi non possiamo pensare che l’immigrazione si possa gestire mandando Borghezio al parlamento europeo: poi è chiaro che l’Europa ci volta le spalle". Attacco a Forza Italia - Insomma populismo e attacchi gratuiti per tirare su il Pd che rischia di sprofondare sotto i colpi di Grillo. Una bordata Renzi la riserva anche a Forza Italia mettendo nel mirino anche Forza Italia e i suoi senatori: "Minzolini senatore è un incentivo per fare subito la riforma del Senato”. Un attacco che mostra come il premier ricerchi la pancia dell'elettorato per evitare amare sorprese al voto del 25 maggio.




