Roma, 16 gen. -(Adnkronos) - "La vicenda della Fiat di Melfi e' vergognosa, da paese incivile. Spero che tutti si ricordino dove e con chi Mario Monti ha cominciato la sua campagna elettorale: a Melfi, a braccetto con Sergio Marchionne. Quel giorno in fabbrica avevano fatto entrare solo alcuni lavoratori, quelli disposti ad applaudire la bella coppia. Gli altri, in particolare quelli della Fiom, erano rimasti fuori. Nei prossimi due anni, invece, fuori dallo stabilimento di Melfi ci resteranno tutti i lavoratori, visto che Marchionne ha gia' chiesto la cassa integrazione fino alla fine del 2014". E' quanto scrive sul suo blog il presidente dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro. "A Pomigliano -aggiunge- andra' anche peggio. La Fiat ha appena firmato con i sindacati, Fiom esclusa, un'intesa che definisce esuberi per 1400 lavoratori che erano in attesa di rientrare in produzione. Come sempre, Marchionne giura che non chiudera' altri stabilimenti in Italia e che proprio per questo ha bisogno della cassa integrazione (che per i lavoratori vuol dire una perdita di circa 7mila euro l'anno) e degli esuberi. Mente, come fa da anni". - (segue)




