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Elezioni: D'Alema, accordo con Monti anche con maggioranza al Senato

domenica 20 gennaio 2013
Elezioni: D'Alema, accordo con Monti anche con maggioranza al Senato

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Roma, 17 gen. (Adnkronos) - Conquistare la maggioranza anche in Senato? "Ci siamo vicini, e' possibile, sarebbe un elemento di sicurezza e stabilita'. Anche se, come ha detto Bersani, vogliamo comunque allargare la collaborazione anche se avessimo i numeri per governare da soli, non vogliamo essere autosufficienti, vogliamo creare una maggioranza piu' ampia, in grado di dare certezze". Massimo D'Alema, ai microfoni di Radio Capital, assicura di non vedere una contraddizione in termini nel possibile accordo tra il centrosinistra e Monti: "in diversi paesi europei - ricorda - i socialisti governano anche con i popolari. Puo' accadere. Il Pd sara' la forza guida del governo, poi in tutti i paesi il partito piu' grande, che prende il 32 - 33%, cerca alleati. E' giusto. Non vogliamo governare da soli, vogliamo costruire una coalizione che dia stabilita' al paese". Per l'esponente dei dem, "il paese ha tali problemi che serve una maggioranza non solo parlamentare ma anche reale. La legge elettorale consente di governare con la minoranza dei voti popolari, noi invece vogliamo dare una maggioranza di voti popolari". Quanto alla convivenza tra Vendola e Monti, "io penso che non ci siano incompatibilita'", dice. D'Alema spiega di aver apprezzato il lavoro portato avanti dal premier, "ma si deve andare oltre e non fermarsi all'austerita'". "Noi vogliamo il rigore ma lo vogliamo conciliare con gli investimenti sul futuro. Cos'e' invece il partito di Monti? Non lo sappiamo, e' una raccolta di personalita' che vengono dai ceti sociali piu' ricchi. Non e' un partito, c'e' un uomo che stimiamo ma non basta per governare. Il paese non puo' piu' essere governato da partiti personali e da agglomerati di persone che si formano attorno a un leader. Ci vuole una forza che abbia radici, una cultura, una storia, il Pd. Poi si puo' collaborare con Monti, ma non e' li' la risposta all'esigenza di un governo serio che dia prospettive per l'avvenire dell'Italia".