Roma, 21 gen. (Adnkronos) - Secondo le ultime indiscrezioni raccolte in via dell'Umiltà Nicola Cosentino sarebbe fuori dalle liste del Pdl. Dopo una lunga trattativa e un serrato braccio di ferro con Angelino Alfano, determinato a lasciare fuori i cosiddetti 'impresentabili', l'ex sottosegretario all'Economia sarebbe stato escluso dalle candidature. Cosentino, raccontano autorevoli fonti del Pdl, per protesta avrebbe portato via con sé i documenti per la sottoscrizione delle candidature. La sua esclusione, riferiscono in via dell'Umiltà, avrebbe provocato la rivolta dei suoi fedelissimi, mandando in tilt il partito. Secondo le ultime indiscrezioni, che non trovano conferma ufficiale, sarebbero sparite le liste con gli atti di accettazione delle candidature per il Senato e per le circoscrizioni Campania 1 e 2 alla Camera. Visto che il termine per la presentazione delle liste scade stasera alle 20, i vertici pidiellini hanno raccolto nuovamente le firme dei candidati per consegnarle in tempo utile. "Abbiamo dovuto rifare le liste in quattro e quattr'otto, cerchiamo di presentare quelle nuove alla Corte d'Appello, è una corsa contro il tempo", confida un autorevole esponente azzurro, che sta seguendo da vicino il caso Cosentino. Raccontano che dopo la sua esclusione l'ex sottosegretario all'Economia avrebbe chiesto ai suoi fedelissimi di chiamarsi fuori dalle liste, creando un 'vuoto' di almeno 8-10 posti tra Camera e Senato, che dovranno essere riempiti in tempi brevissimi. In queste ore, riferiscono, da via dell'Umiltà starebbero contattando anche esponenti campani del Pdl e anche di 'Grande Sud' per 'coprire' le caselle lasciate libere dagli uomini di Cosentino (in questo caso, però, dovrebbero ritirare la loro candidatura col movimento di Gianfranco Miccichè). Dal Pdl arriva però la smentita. "La notizia relativa a una presunta sparizione delle liste elettorali della Campania è destituita di fondamento. Tutta la documentazione è nelle mani del commissario regionale della Campania, senatore Francesco Nitto Palma, che sta provvedendo al deposito. Operazioni di deposito dei documenti che stanno avvenendo regolarmente in tutta Italia", si legge in una nota. Intanto, dopo Scajola e Dell'Utri, anche Marco Milanese ha deciso di chiamarsi fuori, annunciando di voler rinunciare alla corsa: "Comunico di aver ritirato sin da ieri la mia candidatura dalle liste del Pdl al fine di evitare ogni strumentalizzazione delle mie vicende giudiziarie", ha detto il deputato uscente del Pdl. Un comunicato di via dell'Umiltà rende noto che Silvio Berlusconi sarà capolista al Senato in tutte le Regioni. Il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano, sarà invece candidato capolista alla Camera in quattro circoscrizioni: Sicilia 1, Lazio 1, Piemonte 1 e Piemonte 2. Oltre ai cosiddetti 'impresentabili', a mandare in fibrillazione il Pdl è anche il caso dei 'catapultati'. Forti malumori, raccontano, ci sarebbero in Liguria, dove le voci di una candidatura blindata a palazzo Madama per l'ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini (subito dopo il capolista Silvio Berlusconi) e alla Camera del deputato Giorgio Lainati (inserito all'ultimo momento) avrebbero provocato una rivolta del partito locale. Il giornalista, oggi in Tribunale dove è imputato di peculato per la vicenda della carta di credito rilasciatagli dalla Rai durante la sua direzione, ha parlato della decisione di candidarsi al Senato per il Pdl. "Mi sentivo emarginato, messo da parte. Ora potrò dire la mia". Maldipancia ci sarebbero anche in Abruzzo: la presenza di Domenico Scilipoti e Antonio Razzi ha scatenato la 'rivoluzione' sul territorio. Sarò candidato con il Pdl che si è impegnato sostenere i temi più importanti della battaglia politica, in favore dei cittadini, che da sempre abbiamo portato avanti come Mrn", ha assicurato Scilipoti. "E' per questa convergenza programmatica - ha spiegato - che abbiamo deciso di non presentare una lista autonoma e di confluire all'interno del Popolo della Libertà". L'unica certezza sarebbe il posto da capolista al Senato, riservato al vicepresidente dei senatori Gaetano Quagliariello (anche lui 'catapultato'). Allo stato, per un seggio blindato sarebbe in corso una trattativa delicata che vedrebbe coinvolti la deputata Paola Pelino (stamane è stata ricevuta a palazzo Grazioli), imprenditrice originaria di Sulmona, il senatore e coordinatore regionale Filippo Piccone e i suoi colleghi a palazzo Madama Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano. Ultimi ritocchi per le liste del Pdl anche in Lombardia. A poche ore dalla loro presentazione, l'unica certezza è che Silvio Berlusconi sarà capolista al Senato, mentre Maurizio Lupi guiderà la Camera nella circoscrizione 1. Nel collegio Lombardia 2 guiderebbe la lista l'ex ministro Maria Stella Gelmini, mentre il Lombardia 3 ci sarebbe, sempre al primo posto, Daniela Santanché. Secondo le ultime indiscrezioni Roberto Formigoni dovrebbe essere al secondo posto nella lista per Palazzo Madama e tra i blindati ci sarebbero i big del partito lombardo Paolo Romani, Mario Mantovani e Sandro Bondi. Sempre al Senato dovrebbero correre il presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio, Paolo Galimberti e il presidente della federazione dell'ordine dei farmacisti Andrea Mandelli. Mentre Luca Squeri leader dei benzinai di Confcommercio dovrebbe essere schierato in Lombardia 1. Sempre alla 'Camera Alta' dovrebbe essere candidato Antonio Verro, attuale consigliere d'amministrazione della Rai.




