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Sondaggio Emg per Mentana, effetto Mattarella: Renzi vola, Salvini tiene, Berlusconi sprofonda

Giulio Bucchi
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Più che effetto Mattarella, è un vero e proprio terremoto: nel sondaggio Emg Acqua per il TgLa7 di Enrico Mentana, Matteo Renzi e il Pd raccolgono i frutti del "capolavoro Quirinale", mentre l'elezione di Sergio Mattarella sembra far male, e tanto, a Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Di riflesso, guadagna (o comunque non perde) la Lega di Salvini. Tutti i numeri dei leader - Detto che il gradimento per il nuovo Capo dello Stato è alto (complessivamente il 69%, anche se un terzo degli intervistati ha ammesso di non conoscerlo a sufficienza per esprimere una valutazione), la fiducia nei leader sembra rispecchiare fedelmente l'andamento delle trattative per il Quirinale. Matteo Renzi, gran sostenitore di Mattarella, torna a guadagnare terreno dopo settimane di grave difficoltà, aumentando di 3 punti e portandosi al 34 per cento. Cresce anche Nichi Vendola, suo alleato per un giorno, ora al 10% (+1). Male, come detto, Silvio Berlusconi che con l'elezione ha visto spaccarsi il partito: ora il Cavaliere è al 16% (-1), staccato da Matteo Salvini (stabile al 23%) e incalzato da Giorgia Meloni (ferma al 15%). Scende anche Beppe Grillo, pure lui distante da Mattarella: il leader del M5S è al 13% (-1). Angelino Alfano, fregato da Renzi nella partita quirinalizia, resta al 12 per cento. La Lega stacca Forza Italia - Come il premier, anche il Pd torna a salire portandosi al 36,6% (+1,4), così come Sel al 4,9% (+0,3). Cresce di poco la Lega Nord all'opposizione (di governo e Mattarella), ora al 14,9% (+0,1) e avanti quasi di due punti su Forza Italia: è degli azzurri il tonfo più clamoroso, con un crollo di 0,9 punti che li portano al 13,1 per cento. Giù di 1,1 punti anche il Movimento 5 Stelle (al 19,7%), Ncd-Udc (che politicamente sta scontando la scelta di aver chinato il capo davanti a Renzi) resta al 3,3% mentre Fratelli d'Italia-An sorpassa Alfano al 3,4% (+0,1). Il centrosinistra allunga così sul centrodestra: 42,6% contro 34,7. Certo, resta ancora da capire cosa si intenda per centrodestra.

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