(Adnkronos) - A giugno sara' poi la volta di Castel San Niccolo' e Montemignaio (3.369 abitanti), in provincia di Arezzo. Poi in autunno potrebbe toccare a Scarperia e San Piero a Sieve (12.197 abitanti), Crespina e Lorenzana (5.353 abitanti), Gaiole e Radda in Chianti (4.517 abitanti), Sillano e Giuncugnano (1.172 abitanti), Aulla e Podenzana (13.612), Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello Pistoiese (10.830), Vaiano e Cantagallo (13.200), Suvereto e Campiglia Marittima (16.332). In questi casi l'iter per l'indizione del referendum e' ancora da completare. In tutto sono coinvolte nove province toscane su dieci. "La Regione incentiva le fusioni, che aiutano a risparmiare nella gestione dei servizi", ricorda l'assessore toscano ai rapporti con gli enti locali, Vittorio Bugli. Il Consiglio regionale ha di recente aumentato gli incentivi previsti due anni fa dalla legge di riforma delle autonomie locali. Ogni Comune che si fonde puo' contare oggi su 250 mila euro l'anno di maggiori contributi regionali, fino ad un massimo di un milione di euro per fusione: per cinque anni. A questi si aggiungono i finanziamenti dello Stato, che variano a seconda della popolazione ma sono comunque il 20 per cento dei trasferimenti erariali che gli stessi Comuni potevano vantare nel 2010. Ma soprattutto i Comuni fusi saranno esenti per tre anni dal patto di stabilita'. (segue)




