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Dopo le parole di Mora, ora i magistrati preparano il "Ruby-3"

Ignazio Stagno
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Psicosi Lele Mora. Dopo le deposizione dell'ex agente dello spettacolo nel processo Ruby-bis in cui di fatto ha scaricato Berlusconi definendo le serate a villa San Martino come un sistema "pieno di degrado e con abuso di potere a dismisura", c'è il rischio che qualche altro testimone ritratti le sue deposizioni. Insomma il modello Mora potrebbe creare un precedente inquietante nel corso delle vicende giudiziarie che riguardano il Cav. Berlusconi secondo i suoi legali, come racconta l'Huffingtonpost, potrebbe essere indagato  con l'accusa di corruzione di testimoni. In quel caso scatterebbe addirittura un processo Ruby-3 che potrebbe creare seri problemi al Cav.   Pericolo pentiti - "Se gli indagati per falsa testimonianza si pentono, non solo confermano la condanna in primo grado su Berlusconi, ma di fatto aprono un nuovo filone e una nuova accusa, oltre a corruzione e induzione alla prostituzione: la corruzione di testimoni”, affermano i legali. In pratica quella di Lele Mora è apparsa come una mossa studiata e preparata dietro le quinte dal legale dell'agente per cercare di impietosire la Corte. Le toghe dall'altra parte sperano che i 32 testimoni del processo Ruby facciano la stessa mossa di Mora. A quel punto per le toghe si aprirebbe una prateria. La prostituzione diventerebbe un dettaglio e avrebbero un'altra arma per colpire il Cav con la corruzione dei testimoni. Assist per le toghe - Sempre l'Huffingtonpost racconta che nella cerchia ristretta attorno al Cav la paura di un nuovo processo c'è: "Ai giudici non gliene frega niente di condannare le olgettine. Come fecero ai tempi di tangentopoli col rito ambrosiano, mirano a far pentire i testimoni per incastrare Berlusconi. Che faranno? - è l'interrogativo che risuona nei palazzi berlusconiani - Ritratteranno, chiederanno di essere sentiti dal magistrato? Qualcuno tirerà fuori foto, filmini? È chiaro che se uno ha fatto falsa testimonianza e ha uno stipendio pagato dall'imputato si può arrivare alla corruzione di atti giudiziari”. Insomma per il Cav, il caso Ruby potrebbe diventare un ciclone senza fine. Intanto qualcuno vicino al Cav analizza le parole di Mora e afferma: "Non è chiaro se Mora si è vendicato di qualcosa che non ha avuto o se ha parlato perché vuole uscire dalla situazione. Comunque si è aperta un'asta tra i testimoni". Il primo "pentito" c'è e si chiama Mora. Ora le toghe spingono per averne altri. L'assediamento giudiziario non va mai in ferie. (I.S)

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