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Decreto del fare, sì alla fiducia alla Camera

Enrico Letta

L'opposizione continua con l'ostruzionismo: la ratifica può arrivare in notturna o slittare a domani. Il comico spara contro il governo

Andrea Tempestini
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L'esecutivo Letta incassa la fiducia della Camera sul "decreto del fare": 427 sì, 167 no. L'opposizione, però, da par suo continua nell'ostruzionismo: sono 251 gli ordini del giorno sul decreto presentati da grillini, Sel e Lega (solo pochi di essi sono stati depositati da singoli deputati della maggioranza). Ora il governo teme che la discussione e il voto di ratifica - che avverranno dopo la fiducia - richiedano diverse ore. Alla Camera si terrà una seduta fiume, e il voto sul testo probabilmente slitterà ai prossimi giorni. Ma il calendario è già molto fitto: così si rischia di rallentare diversi altri provvedimenti. Tra l'altro, anche se la questione non è correlata, il governo brilla per un nuovo rinvio: il ddl sul taglio al finanziamento dei partiti slitterà ai primi giorni di agosto per "dare la priorità alla riforma costituzionale". Il rischio è che tra Imu, Iva e, appunto, riforme, se ne riparli dopo le vacanze. Il letame di Grillo - I grillini definiscono il decreto "impresentabile" e confermano la loro maratona parlamentare contro il testo. Dal blog, Beppe Grillo attacca durissimamente il governo, bollato come "inesistente" e "senza peso internazionale". Il comico spara: "Bisogna ripulire l'Italia come fece Ercole con le stalle di Augia, enormi depositi di letame spazzati via da due fiumi deviati dall'eroe. E' una fatica immane - aggiunge Grillo -, ma per salvarsi, o almeno limitare i danni, bisogna risanare il Paese, vanno sradicati inciuci, connivenze, diritti acquisiti, rendite di posizione, burocrazia". L'opposizione - Come detto, contrari al "decreto del fare" anche la Lega Nord e Sel. Per il Carroccio, in aula, ha confermato il "no" Matteo Bragantini, che ha definito il testo in esame "un decreto per fare le marchette". Anche il vendoliano Gennaro Migliore ha detto di essere pronto alla battaglia. Contro i grillini si è scagliata Marina Sereni del Pd: "Chissà se i militanti e gli elettori del movimento di Grillo sanno che i deputati bloccano il decreto con un ostruzionismo fine a se stesso". In difesa del testo e contro i pentastellati anche Bruno Tabacci, leader di Centro democratico: "I colleghi del M5S conoscono la stima che ho per loro. Ma questa volta da parte del governo c'è la richiesta di una fiducia tecnica per abbattere gli emendamenti, non una richiesta politica di unità rivolta alla maggioranza". I provvedimenti - Il decreto contiene provvedimenti che mirano al rilancio dell'economia. Nel dettaglio, il testo cancella l'estensione del tetto di 300mila euro agli stipendi degli amministratori delle società che svolgono servizi di "interesse generale anche di rilevanza economica", come Poste, Fs e Anas. Sul fronte internet veloce, non ci sarà alcuna marcia indietro nella liberalizzazione del wi-fi: un emendamento del decreto del fare prevede lo stop all'identificazione personale degli utenti e alla tracciabilità. Vengono però ridotti i fondi alla banda larga: taglio di 20 milioni ai 150 previsti dall'Agenda digitale. Tra le misure per abbattere il debito pubblico, è previsto che se lo Stato trasferisce un immobile ad un Comune e questo lo vende, il 25% dell'incasso viene usato per abbattere il debito. Il decreto prevede la nomina di uno o più commissari per avviare una nuova gestione dei rifiuti nella Regione Campania. Tra le altre misure, spunta anche l'impignorabilità della prima casa. Vengono inoltre stanziati 2,4 miliardi di euro per il rilancio dei cantieri.

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