Roma, 11 set. (Adnkronos/Ign) - L'uso delle armi chimiche alla periferia di Damasco configura "un crimine contro l'umanità" che esige "una sanzione dura, pronta e adeguata". Lo ha detto il premier Enrico Letta in aula alla Camera. Il presidente del Consiglio, quindi, ribadisce che l'Italia non parteciperà ad operazioni militari "in assenza di un preciso mandato dell'Onu". E vede nella soluzione politica negoziata "l'unica opzione praticabile, l'unica strada possibile" per uscire dalla crisi siriana. Bisogna "continuare a sostenere", dice, la conferenza Ginevra 2 la cui convocazione è "urgente e indispensabile". "Esiste ancora lo spazio per un'alternativa" alla soluzione militare e "resta possibile" una soluzione politica. Per il premier il nostro Paese raddoppierà gli sforzi perché "il Consiglio di sicurezza dell'Onu centri i suoi obiettivi di deterrenza". Quindi annuncia: "Partirò per New York con il ministro Bonino per partecipare all'assemblea dell'Onu e lì rilanceremo la scelta italiana di dare centralità all'Onu, sarà l'occasione per far fare passi avanti al percorso di pace intrapreso". Negli ultimi due giorni, sottolinea Letta, ci sono stati "segnali incoraggianti" sia da Usa che da Russia. Certo, "non voglio farmi illusioni, la strada diplomatica resta in salita ma è una strada da battere con determinazione". La prima urgenza è "sanzionare l'uso delle armi chimiche" nella consapevolezza "che un collasso della situazione andrebbe a vantaggio del fondamentalismo integralista", dice il premier precisando che ogni passo che l'Italia compirà sarà "in stretto raccordo con il Parlamento". Prioritario è "evitare che l'uso di armi chimiche si ripeta", per questo è quanto mai urgente "uno sforzo della comunità internazionale per prevenire e evitare un nuovo uso". Quanto alla missione Unifil in Libano, paese confinante con la crisi siriana, Letta confida "nel Parlamento per il rinnovo dell'impegno". In Aula quando il presidente del Consiglio ha ricordato Domenico Quirico, è scattato l'applauso. "Quirico è un uomo finalmente libero, strappato da una terra che continua a nascondere padre Dall'Oglio", ha ricordato Letta. Sulla questione siriana è tornata anche oggi il ministro degli Esteri Emma Bonino, intervistata da 24Mattino su Radio 24. Bashar al-Assad "deve firmare" la convenzione sulle armi chimiche, ha detto il ministro. Che poi ha aggiunto: l'opposizione siriana è "certamente e fortissimamente infiltrata da gruppi qaedisti, jihadisti e anche da gruppi di criminalità 'normale', come spesso avviene nelle guerre civili, chi traffica in armi, in qualunque elemento di mercato nero, chi usa i sequestri anche a fine di posizionamento politico. La situazione non è del regime contro i 'buoni'. La stessa opposizione è molto composita, molto complessa e, come ripeto, fortissimamente infiltrata".




