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Diritti tv: Augello, nessun intento dilatorio, Pd valuti nostre indicazioni

domenica 15 settembre 2013
Diritti tv: Augello, nessun intento dilatorio, Pd valuti nostre indicazioni

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Roma, 11 set. (Adnkronos) - "Non c'e' nessun intento dilatorio", assicura Andrea Augello, relatore sul caso Berlusconi in Giunta per le elezioni di palazzo Madama, che rilancia la necessita' di sottoporre alla Corte di Lussemburgo l'applicabilita' della legge Severino sul nodo della decadenza. "Non abbiamo pensato di prendere tempo, perche' sin dall'inizio, da quando ho dato lettura della relazione -ribadisce il senatore pidiellino all'Adnkronos- abbiamo chiesto alla presidenza e alla giunta di costruire una procedura che ci consentisse di arrivare al risultato ottenuto". "Ieri -spiega Augello- e' stata varata, una procedura nuova che consente di includere le pregiudiziali di costituzionalita' e di rinvio pregiuziale alla Corte di Lussemburgo come argomenti preliminari e interni alla relazione. In questo modo, ogni gruppo politico dovra' dichiarare il proprio voto, argomento per argomento. E' un risultato molto importante, perche' vogliamo che ciascuno si assuma la responsabilita' di dire con chiarezza perche' non si vuole affidare, come prevede la legge, a un giudice comunitario il compito di decidere se la legge Severino sia o meno compatibile con i diritti comunitari e perche' non si debba affidare alla Corte costituzionale il compito di verificare la materia della retroattivita"'. Augello si rivolge al Pd per porre fine al muro contro muro di questi giorni e scongiurare lo scontro finale in Giunta con inevitabili rischi per la tenuta delle larghe intese: "Invito il Pd a tener ben presente quali sono gli argomenti reali sul tappeto e a leggere con attenzione in particolare il rinvio pregiudiziale alla Corte di Lussemburgo che ci consentirebbe in otto settimane di avere un parere di reiezione o ammissibilita' consegnando a un giudice terzo, come prevede la legge e il Trattato di Lisbona, il compito di dirimere una questione che nessun giurisita serio puo' negare che esista, almeno sottoforma di ragionevole dubbio".