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Crisi: Grillo, Italia e' in coma, colpa dell'euro

domenica 22 settembre 2013
Crisi: Grillo, Italia e' in coma, colpa dell'euro

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Roma, 18 set. (Adnkronos) - "L'Italia e' in coma. E' l'esplosione del debito privato, in prevalenza delle nostre banche verso la Bce, originatosi nel regime a cambi fissi dell'euro, a rendere insostenibile il nostro debito pubblico. Bisogna guardare alla bilancia commerciale oltre che al debito pubblico. Solo se si riconosce che l'ingresso nell'euro ha tarpato le ali alla gia' scarsa competitivita' italiana si potra' iniziare un vero dibattito. L'euro ha agito da acceleratore della crisi". Beppe Grillo torna all'attacco della moneta unica. Secondo il leader del M5S "va messo in discussione il tema della sovranita' monetaria per riformare il Paese. Pretendere di farlo in questo euro, a queste condizioni di austerita', in tempi brevi e con questa classe dirigente - sostiene - e' pura utopia". Per Grillo "c'e' stata una guerra, la guerra dell'euro e come dopo ogni guerra persa ci sono i debiti di guerra da regolare. La guerra l'ha vinta la Germania che ora reclama i suoi 700 miliardi di euro di crediti concessi alla periferia dell'Europa, di cui 200 miliardi dall'Italia. Vanno avanzate proposte su come gestire e regolare i debiti di guerra per evitare il nostro fallimento. Sono passati tre anni di recessione, disoccupazione e crollo dei consumi e la situazione e' peggiorata". "L'euro ha scaricato su lavoratori e pensionati aggiustamenti di competitivita' con gli altri Paesi dell'area euro ottenibili solo con austerita' e disoccupazione - accusa il leader M5S - I media in difesa dell'establishment ignorano completamente un legittimo dibattito sull'euro. Colpevoli e complici. Il M5S e' l'unico in Parlamento a parlare di sovranita' monetaria e di signoraggio. I cittadini si stanno informando. Piu' Europa e meno banche. E' necessario un nuovo concetto di Europa, solidale e veramente comunitaria. Il ruolo dell'Italia in Europa e' fondamentale, ma dobbiamo ridiscutere le condizioni in cui partecipiamo, a partire dall'emissione di eurobond che tutelino le economie piu' deboli, di una rinegoziazione del debito pubblico e della cancellazione del Fiscal Compact, un nodo scorsoio che impicchera' il nostro Paese".