Roma, 28 set. (Adnkronos) - Con il passare delle ore si infittisce il giallo dei senatori pidiellini 'dissidenti' che non hanno firmato le dimissioni da parlamentari contro la decadenza di Silvio Berlusconi. Allo stato, i riottosi sarebbero almeno quattro. Il primo ad uscire allo scoperto, dichiarando la sua contrarieta' al 'passo indietro' e' Carlo Giovanardi, che ribadisce: "Non ho firmato e non firmero' le mie dimissioni, perche' con questo gesto non faremmo altro che danneggiare il presidente Berlusconi e aiutare il Pd". Anche il 'siciliano' Saltavore Torrisi ha fatto outing: "La mia posizione non e' mai cambiata, non ho firmato le dimissioni, ne' le firmero', questo e' pacifico. Considero la scelta della richiesta delle dimissioni da consegnare ai capigruppo quasi al limite dell'eversione costitizionale, ma soprattutto si tratta di un gesto inopportuno politicamente, che avrebbe portato chiaramente alla crisi di governo. Continuo a dire che la linea del partito e' sbagliata e la mia solidarieta' personale a Berlusconi -assicura- va data in un altro modo. Arriviamo al paradosso che con questo atteggiamento si fa danno al nostro presidente". All'appello mancherebbero il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, e un altro senatore siciliano, Pippo Pagano ancora in missione all'estero. "Il senatore Pagano e' ad Ottawa per una serie di impegni della Comunita' italiana all'estero, e' molto occupato, non puo' parlare", assicura una collaboratrice di Pagano raggiunta al telefono del parlamentare.




