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La parola alle cifre

Sondaggio Europarlamento, allarme a Bruxelles: populisti pronti a prendersi Bruxelles

1 Ottobre 2018

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Viktor Orban, Matteo Salvini

Il governo Conte ha già lanciato con la manovra economica la sfida all’Europa, ma la battaglia decisiva ci sarà con le elezioni della prossima primavera. Cinque Stelle e Lega si schiereranno, ognuna con una sua lista, con il fronte sovranista che sta cercando di disarcionare dai vertici della Ue le vecchie forze politiche. Se un tempo lo scontro era tra popolari e socialisti, ora il confine è un altro. Non esiste più la classica divisione destra-sinistra ma due visioni diverse del destino del vecchio continente.

I sovranisti ripudiano l’Europa tecnocratica di Bruxelles e i vincoli di bilancio. Le parole d’ordine sono popolo e nazione contro finanza e mercati. Ma si può cominciare a ipotizzare il finale di questa sfida? E da che parte si sta schierando la maggioranza degli italiani? Secondo il think tank Sartoria Politica, la prossima tornata elettorale segnerà «un cambio di paradigma». Tenendo ferma l’affiliazione dei partiti del 2014 e con il ricalcolo dei seggi dovuto alla Brexit, a subire le perdite maggiori sarebbero il Partito popolare europeo (Ppe) e l’Alleanza progressista dei socialisti e democratici (S&D).

Il trend sembra destinato a capovolgersi per i cosiddetti «euroscettici». Europa della libertà e della democrazia diretta (Efdd) cresce grazie al Cinque Stelle che, dal 21,16% del 2014, si presenterebbe con quasi il 10% in più del consenso. Mentre Europa delle nazioni e della libertà (Enf), che alle scorse elezioni prese il 6,16%, quintuplicherebbe il proprio consenso con il Carroccio. In Italia, facendo un confronto con il contesto politico di quattro anni fa, il cambiamento è profondo. Basti pensare al 40% del Partito Democratico di Matteo Renzi e al 6,16% della Lega di Matteo Salvini. E proprio il Carroccio, di tutti gli schieramenti, salterebbe più alto in termini di rappresentanza, passando dai 5 eletti del 2014 ai 29 nel prossimo 2019.

Al Movimento 5 Stelle andrebbero invece 8 europarlamentari in più rispetto ai 17 eletti nella scorsa legislatura europea. Pd e Fi perderebbero, rispettivamente, 16 e 6 eletti. E con la soglia di sbarramento al 4% Fratelli d’Italia, rimasto alle stesse percentuali di allora, rischia di rimanere alla porta. Per Liberi e Uguali e Noi con l’Italia, invece, le chance di entrare in Europarlamento sono praticamente ridotte al lumicino. Insomma, spiegano da Sartoria Politica, «solo chi saprà interpretare al meglio il nuovo paradigma, conquisterà maggiore consenso e detterà l’agenda dell’Europa che verrà». Steve Bannon, d’altronde, ci aveva avvisati.

di Elena Barlozzari

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