Roma, 25 ott. (Adnkronos/Ign) - Silvio Berlusconi convoca a palazzo Grazioli l'Ufficio di presidenza del Pdl per sancire il passaggio formale alla nuova Fi. Ma dopo ore frenetiche di incontri e telefonate, arriva la decisione del vicepremier Angelino Alfano e degli altri esponenti filogovernativi (sono quattro) presenti nell'organismo direttivo del partito di disertare il vertice fissato per le 17. 'Il mio contributo all'unità del nostro movimento politico che mai ostacolerò - spiega Alfano in una nota - per ragioni attinenti i miei ruoli personali, è di non partecipare, così come faranno altri colleghi all'ufficio di presidenza che ha il compito di proporre decisioni che il Consiglio nazionale sarà chiamato ad assumere. Sono convinto -continua il segretario del Pdl- che il tempo che ci separa dal Consiglio nazionale consentirà al presidente Berlusconi di lavorare per ottenere l'unità". Dopo la riunione a palazzo Chigi, Angelino Alfano e i ministri pidiellini si sono recati a palazzo Grazioli per incontrare Silvio Berlusconi. "Non si torna indietro, bisogna andare avanti con Forza Italia", avrebbe detto il Cavaliere durante l'incontro. Prima ancora avevano ufficializzato il forfait personale Roberto Formigoni ("Io non ci andrò, naturalmente parlo solo per me") e Carlo Giovanardi ("Io non voglio ritornare a Fi, non è mai stato il mio partito"). Idem Maurizio Gasparri, che decide di disertare perché, spiega, non vuole "offrire il fianco alle polemiche". Mentre il senatore Maurizio Sacconi negli ultimi minuti prima del vertice tentava la mediazione lanciando un appello al Cav: è opportuno rinvire l'ufficio di presidenza del partito "in quanto possibile fonte di divisioni". L'organismo, infatti, aggiunge Sacconi, "pur formalmente corrispondente alla lettera statutaria, non riflette nella sua composizione né la storia né l'attualità del nostro movimento politico, tanto nella dimensione politica quanto in quella istituzionale". "Ma quale è il problema?" domanda, a sua volta, Francesco Nitto Palma contrario al rinvio. "Che si sancisca il passaggio dal Pdl a Forza Italia? Ma non eravamo tutti d'accordo? Non siamo stati tutti immortalati sorridenti il giorno della inaugurazione della sede di San Lorenzo in Lucina? Se poi il problema - sottolinea Nitto Palma - è che tutti i poteri verranno concentrati nelle mani del presidente Berlusconi, come è logico che sia, allora vi è necessità di chiarezza".




