Firenze, 26 ott. (Adnkronos) - "Questa crisi sta dividendo il Paese" e "se dovessi scegliere quale parola identifica il futuro, per me è 'libertà di scelta'". Così il segretario del Pd Guglielmo Epifani (accolto da un tiepido applauso al suo arrivo in mattinata) parlando dal palco della Leopolda, la convention organizzata da Matteo Renzi nella ex stazione fiorentina. "La crisi sta dividendo sempre più il Paese. L'Italia è un Paese che si sta dividendo ancora di più e anche la legge di stabilità deve tenerne conto: ci sono persone che hanno bisogno di risposte un po' prima di altre". E "c'è bisogno di guardare in avanti - aggiunge Epifani - di ridare un progetto al Paese, anche per fuggire dalle miserie del confronto politico quotidiano. E il primo che fugge tralvolta sono io" dice il segretario dem in un passaggio del suo discorso. La seconda giornata va avanti tra interventi, filmati e commenti di Renzi ai vari interventi, una sorta di 'one man show' del sindaco. Sul palco anche una bicicletta di Gino Bartali, il campionissimo del ciclismo citato spesso da Renzi, oltre ad una Vespa 125 Super della Piaggio (citata da Epifani nel suo discorso, come simbolo della sua libertà da ragazzo) e quattro tavolini da giardino in ferro battuto con ripiano in marmo bianco. Tra i temi trattati anche la legge elettorale. "C'è tanta voglia in giro di proporzionale - dice Renzi - noi gliela faremo passare dopo le primarie dell'8 dicembre" sottolinea il sindaco, commentando l'intervento del politologo Roberto D'Alimonte sulla riforma della legge voto. C'è anche il finanziere Davide Serra alla Leopolda. L'anno passato la sua amicizia con il primo cittadino fu oggetto di feroce polemica in occasione delle primarie del centrosinistra. Dal palco il sindaco di Firenze lo ha difeso nuovamente: "Serra è stato accusato di essere un bandito, invece è una persona per bene". Ci sono stati applausi scroscianti e ripetuti per il finanziere: molti dei suoi passaggi, dove ha attaccato anche l'establishment finanziario, oltre che la vecchia classe politica, sono stati sottolineati da calorosi applausi e da grida di soddisfazione. Presente anche il sindaco di Torino, Piero Fassino. "Voglio una sinistra che non ha paura di aprirsi, di passare la mano e di vincere, che poi è il motivo per cui siamo tutti qui". E ancora: "Non bisogna avere paura anche del voto degli altri" aggiunge Fassino, applaudito fragorosamente, riferendosi alla necessità di recuperare i voti dei delusi, quelli andati al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e anche a quelli che hanno votato in passato per Silvio Berlusconi. "Voglio una sinistra che non abbia paura di aprirsi e di parlare a quelli che non ci hanno votato". Alla convention partecipano "tanti sindaci e assessori di piccoli Comuni che non hanno la nostra visibilità e la nostra struttura ma si meritano un grosso applauso, perché si fanno un mazzo così..." ricorda Renzi prima di introdurre l'intervento del sindaco di Bari, Michele Emiliano. "La mia parola per il futuro è rispetto. Innanzitutto rispetto per le regole" dice il sindaco del capoluogo pugliese. "Mai più programmi di governo che dicono cose ma che poi non vengono mai realizzate" e "rispetto per il militante del Pd" dice, sollecitando uno statuto per chi è impegnato nella vita del partito. Dalle 10 fino alle 22 si alterneranno sul palco le voci di decine di persone che porteranno in quattro minuti la loro testimonianza sul tema proposto dal sindaco per la quarta edizione, 'Diamo un nome al futuro'.




