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Lega, nasce il nuovo partito di Matteo Salvini: quando sarà premier, l'obiettivo è l'Italia federale

Davide Locano
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Non c'è più l' indipendenza della Padania nello statuto della Lega, che non è più Nord ma si fa italica. Non sono nominati i punti cardinali, l' entità geografica e istituzionale, riconosciuta pienamente, è una ed è denominata solennemente come lo «Stato italiano», che deve diventare federale. Non si cita l' Europa, ma il «livello europeo», che dev'essere comunque piuttosto basso, vista la formula usata per evitare la maiuscola. Sembreranno aggiustamenti normali, ovvi, per chi non ha vissuto l' epopea della Lega Nord di Bossi, con Gianfranco Miglio che benediceva il pratone di Pontida prevedendo che sarebbe stato baciato dalle generazioni future, e per sempre celtiche, della Padania libera da Roma. Queste sono le novità decisive dello Statuto pubblicato ieri dalla Gazzetta Ufficiale. Dimenticavamo un particolare grande come un obelisco egizio: nel nome del partito non c' è un territorio, una piccola patria, ma un (co)gnome di persona: Salvini. Leggi anche: Salvini, patto con Mattarella: che ministro vogliono cacciare Il precedente repubblicano che ci viene in mente è quello della "Lista Pannella", ho detto "repubblicano" ma anche sotto la monarchia il Partito fascista non aggiunse mai la M, avete capito di chi. Ma i tempi sono questi: i social, la televisione, la sfiducia nelle mediazioni degli apparati, impongono la personalizzazione se si vuole vincere. Avercelo però qualcuno con cui personalizzare il Partito intestandoglielo. Nessun altro movimento o forza politica in Italia si trova in questa condizione. La Lega ha la fortuna di poterselo permettere: è l' unica casa politica che ha un proprietario indiscusso e abbastanza giovane da sfidare le intemperie per qualche decennio. Va così oggi: il nucleo fondativo di un partito consiste nel rapporto diretto tra il leader e la sua gente. Non solo con tutti, ma con ciascuno. Secondo il modello che magari non piace ma è quello collaudato e funzionante tra il Papa e i fedeli, ciascuno dei quali si trova sì impicciato tra parroci, vescovi, curia ma salta volentieri queste paratie per rivolgersi direttamente al successore di Pietro. Ecco la Gazzetta Ufficiale. Titolo: «Statuto del movimento politico "Lega per Salvini premier", iscritto nel registro dei partiti politici, ai sensi dell' articolo 4, comma 5, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13. (18A07430) (GU Serie Generale n.272 del 22-11-2018)». NIENTE SCORCIATOIE Dei vari articoli citiamo il numero 1 in cui c' è l' ideale politico cui tendere e di cui la leadership del nome impresso come candidato premier è strumento. «Art.1. Finalità». Svolgimento, primo comma: «Lega per Salvini Premier è un movimento politico confederale costituito in forma di associazione non riconosciuta che ha per finalità la pacifica trasformazione dello Stato italiano in un moderno Stato federale attraverso metodi democratici ed elettorali». Secondo comma: «Lega per Salvini Premier promuove e sostiene la libertà e la sovranità dei popoli a livello europeo». Visto che le parole di uno statuto di partito, come quelle della Costituzione di uno Stato, hanno un peso che supera la cronaca contingente è importante marcare la tecnica di conquista del potere. Nessuna violenza, nessuna «sbrigo costituzionale», per usare un' espressione cara a Miglio: bensì gli scopi vanno conseguiti «pacificamente» e «attraverso metodi democratici ed elettorali». Non sono previste deroghe, scorciatoie, vie brevi. Adesso sarà molto più difficile tacciare di nascoste ambizioni dittatoriali Salvini e i suoi. Oltretutto le ambizioni non sono utopie da far paura, come tutti i sogni totalitari. Trattasi di obiettivi chiari e distinti, da prendere o lasciare, ma di certo tali da non spaventare neppure le anime belle del politicamente corretto. AUTONOMIE I fini - sintetizzo - sono essenzialmente due di lungo periodo e il terzo possibilmente di rapidissima attuazione: 1) Italia federale e moderna; 2) Italia sovrana in un' Europa che rispetta l' indipendenza degli Stati (si intravvede l' idea di un' Unione europea confederale, teorizzata da Giulio Tremonti, in netta contrapposizione rispetto al disegno di Stati Uniti d' Europa); 3) il premierato a Salvini, cui è delegato il compito di implementare gli ideali nel concreto. Questi sono i fatti. Dispiacerà a qualcuno, soprattutto a Umberto Bossi (e persino a me) la rinuncia all' indipendenza del Nord Italia da Roma, magari nella prospettiva di fondersi con l' Austria e la Baviera (questo era Miglio). Ma non c' è niente di peggio di fingere possibile l' impossibile. La chiave di volta del partito che più salviniano non si può è interessante e potrà farci vivere meglio: il federalismo in Italia e la sovranità del popolo italiano davanti ai diktat di Bruxelles. Intanto si cominci dando autonomie differenziate alle Regioni che l' hanno chiesta «attraverso metodi democratici ed elettorali». Altrimenti, «pacificamente» daremo la scalata al campanile di San Marco e alla guglia della Madonnina. di Renato Farina

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