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Reddito di cittadinanza, ecco il testo di una legge ridicola: il decreto, a chi regalano i soldi

Davide Locano
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Nel giorno del Consiglio dei Ministri chiamato a vararlo, ecco emergere il testo relativo al reddito di cittadinanza, o reddito ai fannulloni, così come lo ha ribattezzato Libero. La mancetta voluta dai grillini "verrà erogato attraverso la Carta Rdc". È quanto si legge nella bozza del decretone con le disposizioni urgenti su reddito e quota 100, parimenti chiamata al varo. La Carta, continua il documento, "permette di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore ad euro 100 per un singolo individuo". Con l'introduzione del reddito ai nullafacenti, scomparirà il Rei, ma non per chi già lo percepisce e continuerà a beneficiarne per tutta la durata prevista per il vecchio sussidio. Da marzo, prosegue la bozza del decreto, il Rei "non può essere più richiesto e dal successivo mese di aprile non è più riconosciuto". Ma a chi era stato riconosciuto prima di aprile, "il beneficio continua a essere erogato per la durata inizialmente prevista, fatta salva la possibilità di presentare domanda per il Rdc". Leggi anche: Roma, la escort lancia il "sesso di cittadinanza" E ancora, non avranno diritto al reddito di cittadinanza i nuclei familiari che hanno tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa. Non hanno diritto al reddito di cittadinanza anche i soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena, nonché coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica. Nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di autoveicoli immatricolati la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta, ovvero di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, nonché motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti, fatti salvi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente.

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