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Luigi Di Maio, una mamma gli nega la stretta di mano: "Ti ricordi di mio figlio morto?"

Gino Coala
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L'accoglienza per Luigi Di Maio a Taranto è stata ben più dura di quanto previsto. Il vicepremier grillino si è presentato nella città jonica dopo aver raccontato, durante la scorsa campagna elettorale, che avrebbe chiuso l'acciaieria Ilva, conquistando così i voti non solo degli ambientalisti, ma anche delle migliaia di persone che nel corso degli ultimi decenni hanno visto morire un parente per malattie oncologiche. Leggi anche: Di Maio, trappolone degli ambientalisti a Taranto: come gli vogliono fare la festa E proprio una di loro, come riporta Repubblica, ha presentato il conto a Di Maio. Quando il grillino ha partecipato all'incontro in prefettura, c'era anche la signora Carla Lucarelli, madre di Giorgio Di Ponzo, il 15enne morto lo scorso 25 gennaio per un sarcoma raro. La donna si è rifiutata di stringere la mano a Di Maio, ma non gli ha risparmiato critiche durissime: "Le porto i saluti di Mauro, si ricorda di lui quando si commosse ascoltandolo?". Lo scorso settembre, infatti, Di Maio pianse quando ascoltò il racconto di Mauro Zaratta, padfre di un bimbo scomparso per una malattia che sarebbe stata legata all'inquinamento: "Da allora non è cambiato nulla - ha aggiunto la Lucarelli - l'unica cosa è che altri bambini sono morti come mio figlio". Di Maio ha avuto anche il coraggio di smentire le sue intenzioni di chiudere l'impianto siderurgico di Taranto. A quelle parole, la signora Lucarelli ha risposto: "C'è solo da riderci sopra, perché ci sono i filmati dove parla durante la campagna elettorale che ha fatto su Taranto. È la solita presa in giro, ora ci sono le Europee ed è venuto a fare passerella. Di nuovo Taranto si presta a essere una campagna elettorale". Di abbracci o strette di mano, la signora Lucareli non vuol neanche sentirne parlare: "L'abbraccio non lo accetto, accetterò una stretta di mano seria nel momento in cui prenderà le decisioni serie per Taranto, cioè la chiusura delle fonti inquinanti, adesso basta. Taranto è bella quando serve".

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