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Tangenti in Lombardia, il governatore Attilio Fontana in aula: "Io parte offesa: sempre trasparente"

Gino Coala
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Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, si è presentato regolarmente nell'aula dell'assemblea regionale nel giorno in cui la procura di Milano ha arrestato 43 persone dopo un'inchiesta per corruzione, nella quale è finito in manette anche il consigliere regionale Fabio Altitonante, di Forza Italia, che ricopriva anche il ruolo di sottosegretario per la giunta lombarda: "Ho deciso di sospendere immediatamente l'incarico - ha chiarito Fontana - Sono il primo a volere che la verità emerga, tutta e fino in fondo". Leggi anche: Tangenti in Lombardia, 43 arresti: ci sono anche due esponenti di Forza Italia "Oggi pomeriggio - ha aggiunto il governatore leghista - sono qui perché non ho alcuna remora o alcuni timore. Le scelte che ho compiuto dall'inizio delle legislatura sono state ispirate alla valutazione delle competenze e all'insegna della più completa correttezza nel metodo e nell'iter procedurale, come dimostrano anche gli atti che abbiamo già consegnato all'autorità giudiziaria". Fontana risulta "parte offesa" nei tentativi di corruzione che i pm antimafia hanno individuato nel corso dell'indagine da parte dell'esponente di Forza Italia Gioacchino Caianiello. Tentativi dei quali Fontana dice di non essersi accorto: "Ribadisco di non avere percepito alcun atteggiamento corruttivo nelle interlocuzioni avute.

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