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Luigi Di Maio, siamo a questo punto: "Salvini, basta coi fucili. Io sono moderato e la Lega troppo a destra"

Giulio Bucchi
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"Basta coi fucili". Tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini ormai siamo a questo punto: sulla carta alleati di governo, in pratica pronti a cannoneggiarsi a vicenda. L'intervista del leader del Movimento 5 Stelle a Repubblica è ricca di segnali di guerra: "Sono una persona moderata - assicura il grillino -. Quando l'asticella si sposta troppo come accadde a Verona, dove c'era gente che andava dicendo che la donna deve stare a casa a pulire, o quando vedo sui social il ministro dell'Interno che imbraccia un fucile, allora dico la mia". GUARDA IL VIDEO - "Nostalgia dei porti aperti". Salvini sente Di Maio e perde il controllo: come lo affonda Per Di Maio "l'ultradestra è un pericolo" e invita la Lega a "tornare su posizioni più moderate", che sarebbero a suo dire quelle del Movimento. Il che è tutto un programma. "L'unica paura che ho è che l'esasperazione di certi toni possa aumentare il livello di tensione sociale", spiega ancora il vicepremier pentastellato. Per scongiurarla, giura, basta convergere sui punti programmatici gialloverdi: "Ho lanciato la proposta di un tavolo congiunto per mettere a punto flat tax e salario minimo. Una loro proposta e una nostra, entrambe nel contratto. Lei ha sentito risposte?". Ma sull'autonomia, prosegue, "ho visto un'informativa di una paginetta. Un punto di incontro si troverà, ma non si pensi di spaccare il Paese in due". 

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