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La Commissione europea bacchetta l'Italia: "Violate le regole sul debito, al via la procedura d'infrazione"

Caterina Spinelli
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In venti pagine la Commissione europea ha risposto all'Italia. "L'alto debito toglie lo spazio fiscale che serve a stabilizzare l'economia del Paese in caso di choc macroeconomici e rappresenta un carico intergenerazionale che andrà a pesare sugli standard di vita delle future generazioni". È questa l'analisi sull'economia italiana partita dal debito pubblico, che ha raggiunto il 132,2% nel 2018. Seconda cifra più alta di tutta l'Unione europea e una "delle più grandi al mondo". La Commissione non vuole sentire ragioni: "Il debito pubblico è la maggiore causa di vulnerabilità per l'economia italiana. Dunque ridurlo dovrebbe rimanere una priorità". Bruxelles critica Quota 100, rea di avere "effetti sulle finanze pubbliche" e se la prende con il governo, che non ha ridotto le tasse sul lavoro, anzi ha preferito i trasferimenti. Non sono più rassicuranti per la Commissione le previsioni del futuro: il deficit nel 2020 supererà il 3%, il tetto dei parametri europei. Per queste ragioni la Commissione ritiene la procedura per debito eccessivo "giustificata". "Ma la procedura non la stiamo aprendo oggi" ha subito rassicurato il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. Leggi anche: Ecco cosa implica la lettera di Bruxelles

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