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Giuseppe Conte, il "maestro" Guido Alpa da brividi: "Perché può finire come Berlusconi nel 2011"

Giulio Bucchi
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"In pochi giorni sarà chiaro se potrà procedere con il suo programma o se invece arriverà uno stop". Guido Alpa, professore di Diritto civile all'Università La Sapienza di Roma, amico e maestro del premier Giuseppe Conte, guarda oltre questo "periodo di transizione" nella maggioranza e delinea senza dubbio alcuno quale sarà il vero banco di prova per il presidente del Consiglio: il rapporto con Bruxelles. Leggi anche: Dare tutta la colpa a Salvini. Conte, strategia suicida contro l'attacco finanziario all'Italia "Devono dare una risposta per scongiurare il rischio di una procedura di infrazione e ottenere un minimo di flessibilità sul debito - spiega il professor Alpa alla Stampa -. E in questo negoziato così delicato, la vera incognita è quella dei mercati". Condizione decisiva, il via libera di Matteo Salvini e Luigi Di Maio alla concessione a Conte del "potere di negoziazione con Bruxelles". L'aspetto positivo, spiega il giurista, è che "la nuova compagine politica europea provi a rendere un po' più flessibili i vincoli, perché sono diventati più forti quei partiti con un'ideologia centrifuga, che coltivano un desiderio di maggiore indipendenza". Ma nulla è cambiato sul versante dei mercati, "molto volatili e capricciosi: se non capiscono il programma e non capiscono il modo in cui la spesa pubblica potrebbe essere contenuta e allo stesso tempo l'economia essere sostenuta, potrebbero impazzire. E come è capitato con Berlusconi, quando lo spread è arrivato oltre i 500 punti, costringere questo governo alle dimissioni".

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