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Ferruccio De Bortoli, rischio fascismo: la lezione del direttore che per certo non ama Lega e Salvini

Davide Locano
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Ci salveremo? Risponde Ferruccio de Bortoli, autore - appunto - del libro Ci salveremo. Appunti per una riscossa civica (editore Garzanti). L'ex direttore del Corriere della Sera parla in un'intervista a Il Giorno, dove gli chiedono di convincerci del fatto che arriveremo alla salvezza, qualunque essa sia: "Ovviamente ci sono diversi se, forse troppi, ma penso che ci salveremo non tanto dalle crisi economiche, ma da un lento degrado morale se riscopriremo le virtù della cittadinanza migliore. La cosa più importante è ritrovare un vero senso civico". Ovvio che a De Bortoli non piacciano molto né la Lega né Matteo Salvini, lo si capisce in modo chiaro dalle sue parole. Ma l'ex direttore dimostra di essere superiore alle isterie che agitano una certa sinistra. Quando gli chiedono se lo slogan del Carroccio "prima gli italiani" inquina il senso civico, De Bortoli risponde: "Non penso che oggi corriamo il rischio di trovarci di fronte a una nuova forma di fascismo, ma di perdere la memoria di ciò che è stato il Novecento, degli errori e delle tragedie commesse. Lo slogan prima gli italiani - sottolinea - è sbagliato, ma lo posso capire perché i francesi dicono prima i francesi, gli americani prima gli americani... Se vogliamo applicarlo fino in fondo, però, diciamo prima i giovani italiani". Leggi anche: "Chi sono Salvini e Di Maio": l'analisi di De Bortoli sul governo Sull'emergenza migratoria, il giornalista sottolinea: "Si deve avere un'immigrazione regolata, ma dovremmo anche prenderci gli immigrati migliori. Purtroppo gli immigrati migliori vanno altrove. Se dici prima gli italiani, poniti il problema del tasso di natalità, altrimenti nei prossimi 25 anni perderemo 6 milioni di italiani tra i 24 e i 65 anni. E se i giovani di qualità se ne vanno avremo sempre più un futuro precario". Tra i vari argomenti, si affronta anche il reddito di cittadinanza, su cui De Bortoli picchia durissimo: "Il lavoro bisogna trovarselo, bisogna fare fatica. Sennò il reddito di cittadinanza è un grande alibi alla pigrizia: il messaggio subliminale è che il lavoro è un mio diritto. Portatemelo a casa e io vi dico se mi piace o no". Ma le cose non stanno così. L'alternativa? "Ti alzi, ti muovi, fai come hanno fatto i migranti, le persone che sono andate in giro per il mondo tenendo alta la bandiera del nostro Paese e per fortuna si sono trovati in luoghi che non hanno detto prima gli americani, prima i brasiliani, prima gli argentini", conclude.

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