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Silvio Berlusconi rompe con Giovanni Toti, via alla fusione Forza Italia-Lega

Cristina Agostini
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«Toti? L'ho nominato io e ora chiede la democrazia... lui è un nominatissimo...». La "rivoluzione" azzurra può attendere: il Cavaliere ieri ha rotto le trattative con la fronda interna. Quella fronda che fa riferimento al governatore ligure, il quale poche ore prima aveva ribadito che è il momento che Berlusconi «si renda conto che è finita un'epoca. Berlusconi, dopo tutto quello che ha fatto nella vita, oggi deve cominciare a pensare a come lascerà il suo partito a questo paese, come fanno tutti i grandi statisti». In che modo? «C'è bisogno di costruire un percorso che dia legittimità ad una classe dipendente». E Silvio non l'ha presa bene: «Chi ha detto queste cose? Ma dai lasciamo perdere Toti, l'ho nominato io», ha replicato ai cronisti assiepati fuori da Palazzo Grazioli, dove si era appena riunito il Consiglio di presidenza del partito del Cavaliere. Una riunione che, al contrario di quanto auspicato da Toti, ha sancito una brusca frenata sul cambio della guardia tra i coordinatori e su un nuovo corso che pure era stato annunciato mercoledì al termine del pranzo tenuto con i "big" azzurri. Per alcuni giorni sul tavolo era emersa perfino la possibilità di indire delle primarie. «Se ci sono io mi candido, Berlusconi invece deve avere un ruolo diverso», ha replicato Toti. E Silvio ha fermato tutto. Leggi anche: "Il Cavaliere non può candidarsi", Toti caccia Berlusconi in casa sua: l'attacco senza precedenti Ad Arcore puntano sul fatto che la kermesse organizzata dall' ex dirigente Mediaset per dar vita al suo movimento sia un flop. In ogni caso, Berlusconi ha ribadito di non aver alcuna intenzione di farsi da parte e, anzi, di voler puntare a nuovi accordi con Salvini: «Forza Italia è destinata a stare con la Lega o attraverso un' alleanza o con una fusione», avrebbe detto ai suoi, «con Salvini sono in costante contatto. Mi è sembrato interessato a ragionare sull'ipotesi di una federazione di centrodestra». Il Carroccio, in realtà, continua a guardare con un certo interesse all'iniziativa di Toti, attendendo di capire se riuscirà la sua "Opa" nei confronti di Fi. Nel corso della riunione forzista si è anche parlato di conti. Il 50% dei parlamentari eletti, a quanto pare, non ha ancora versato i trentamila euro dovuti al momento della candidatura, più del sessanta per cento non paga i novecento euro mensili che dovrebbero andare nelle casse azzurre. Il risultato è che stando ai conti del tesoriere di Forza Italia, Alfredo Messina, il partito deve 92 milioni di euro a Berlusconi. Infine, si è discusso del Consiglio nazionale del 25 giugno - che dovrebbe indicare la futura squadra di coordinatori - e poi un congresso entro fine anno. Tra i papabili, nel totonomime, Sestino Giacomoni per il Nord, Mara Carfagna per il Sud, Gianfranco Micciché per il Sud.

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