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Intrecci sospetti

Matteo Salvini come Berlusconi, il Metropol è il nuovo "golpe" del Quadrilatero: uno scenario inquietante

17 Luglio 2019

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Mario Monti, Silvio Berlusconi

Parola d'ordine: "Deep state". Nei Palazzi romani tutti sono convinti che dietro il caso Metropol e i presunti fondi russi alla Lega non ci siano i servizi segreti internazionali, ma piuttosto l'apparato di potere sotterraneo e tutto italiano che da decenni è abituato a dirigere il gioco a Palazzo Chigi, fin dalla prima caduta di Silvio Berlusconi nel 1994. Insomma, tira sempre aria di golpe. 

 

È Augusto Minzolini a riferire, nel suo retroscena sul Giornale, le confessioni assolutamente bipartisan di alcuni esponenti di spicco della politica italiana. Si parte da Michele Zolla, grande vecchio Dc ed ex consigliere speciale del presidente Oscar Luigi Scalfaro. "Quando ci si muove per pulsioni, sui sondaggi, si rischia di generare mostri, di mettere in pericolo la democrazia. Si parte dalla castrazione chimica e si arriva alla pena di morte", spiegava qualche giorno fa. Il soggetto, ovviamente, è Matteo Salvini, diventato il vero nemico pubblico dell'apparato sostituendo proprio il Cavaliere. "Il vero scontro - ammetteva a chiare lettere Federico Fornaro, capogruppo alla Camera di LeU - è tra il Deep State e la Lega. Salvini è letteralmente terrorizzato da Mattarella. È convinto che se c'è la crisi, non ci sono le urne, ma un governo Draghi con dentro Pd, noi, grillini e un pezzo di Forza Italia. Il Deep State fece fuori Berlusconi nel '94, portando Dini a Palazzo Chigi. Oggi vuole solo far fuori la Lega".

Conferme pure da Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia. La disponibilità politica dei partiti c'era: "Sulla vicenda russa, in caso di crisi poteva nascere in quattro e quattr'otto un governo per la difesa della patria dalle ingerenze straniere. Sicuramente avrebbe avuto anche il consenso dei grillini". Salvini ha annusato la malaparata e sta tendendo duro anche per questo, per evitare una campagna elettorale con il fardello moscovita o, peggio, un governo "di sicurezza nazionale" con contorni indefiniti, anche temporalmente. "Un governo emanazione del Deep State - sottolinea Minzolini - come avvenne negli anni di Tangentopoli (Amato e Ciampi) e come si è ripetuto due volte con il Cav (Dini e Monti). Un governo basato sul quadrilatero Quirinale, tecnico a Palazzo Chigi, magistratura (al solito di rito meneghino), cancellerie europee, appoggiato in Parlamento da grillini (spaventati dalle urne) e, come sempre, dalla sinistra".

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