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Ong, Ocean Viking: "Adesso tocca a noi". Assalto a Matteo Salvini dimezzato. Altro caos

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Caterina Spinelli
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Dopo lo sbarco a Lampedusa degli 83 migranti a bordo della Open Arms (in seguito all'intervento della Procura di Agrigento), ci si mette anche la Ocean Viking. L'imbarcazione si trova ancora in alto mare tra la Sicilia e Malta con 356 immigrati. "Le persone salvate da Open Arms sono finalmente al sicuro sulla terraferma dopo le inutili sofferenze in mare - scrive Msf su Twitter -. L'Europa deve urgentemente agire e porre fine al blocco degli sbarchi che ancora oggi lascia 356 uomini, donne e bambini vulnerabili sulla Ocean Viking in mezzo al mare". È un appello affinché, ancora una volta, l'Italia si prenda la responsabilità di accogliere gli immigrati. Leggi anche: Elisabetta Trenta, duro scontro con Salvini sulla Open Arms E ancora: "Il clima a bordo è sempre più teso. Uomini, donne e bambini continuano a vivere in uno spazio ristretto" dichiara il dottore Luca Pigozzi, medico di Msf a bordo della Ocean Viking. "Nel mezzo del Mediterraneo, con i giorni che passano quasi tutti uguali, le persone stanno perdendo la cognizione del tempo, faticano perfino ad identificare gli orari per mangiare o per pregare. È difficile per loro capire ciò che sta accadendo, proviamo a spiegarlo con l'aiuto del nostro mediatore interculturale. Chiediamo al più presto un porto sicuro". 

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