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Massimo Cacciari: "Il patto Pd-Movimento 5 stelle rischia di giovare a Matteo Salvini"

Cristina Agostini
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"Occorre conquistare gli italiani altrimenti Matteo Salvini e tutto il centrodestra avranno davanti una prateria. La loro propaganda sarà martellante. E c'è alle porte la sfida più importante: le Regionali in Toscana e in Emilia-Romagna. Se Salvini vincesse in Emilia-Romagna, il giorno dopo il Pd si scioglierebbe come neve al sole". Massimo Cacciari, in una intervista a La Stampa esprime la sua preoccupazione per questo governo giallo-rosso. Un anno fa faceva il tifo per un'alleanza tra M5S e Pd, ma oggi "questo governo non nasce dopo un serio lavoro preparatorio". "Occorre lavorare a fondo, con iniziative di base, per arrivare qui dove siamo arrivati" prosegue Cacciari, il quale ritiene che "ora la cosa peggiore sarebbe mostrare agli italiani che si tratta di un'operazione di pura sopravvivenza del ceto politico, sia di qua che di là". Quindi auspica che "nel governo entrino personalità di livello indiscutibile e che dia un segno di vita da subito. Penso al cuneo fiscale, al lavoro o alla scuola". Quanto al Pd, il filosofo osserva che Zingaretti "era pure contrario a questo governo, ma poverino non ha potuto farci niente", perché tra le tante cose "c'è anche questa: il Pd ha un segretario, ma il segretario non ha il Pd" chiosa polemico. Mentre sul Movimento 5 Stelle, riflette su un punto: "Agli inizi aveva una matrice molto sensibile, perfino troppo, ai temi umanitari ed ecologisti ed era alieno da miti sovranisti. Ma l'alleanza con la Lega lo stava snaturando. Certo, al suo interno aveva anche un versante di destra, e d'altra parte i movimenti populisti sono questo, dei prendi-tutto". 

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