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Gianluigi Paragone, la verità sul patto Pd-M5s in Umbria: "Un bacio mortale, non l'ha deciso Di Maio"

Giulio Bucchi
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"La mossa non è di Luigi Di Maio, il gioco non è più nelle sue mani". Gianluigi Paragone, intervistato dal Corriere della Sera, commenta così lo scenario di un "patto civico" tra Pd e M5s alle regionali in Umbria. Il senatore grillino, storicamente vicino alla Lega, è stato tra i più duri contestatori dell'inciucio che ha portato al Conte-bis e ora non può che guardare con amarezza alla nuova svolta politica dei 5 Stelle. "Il Movimento ormai è scisso - giura l'ex conduttore della Gabbia -. C'è quello che vive dentro al palazzo e vive in uno stato di ipnosi, poi ci sono i militanti che sono stati educati con un glossario forte e sono smarriti. Quando quelli dentro al palazzo si sveglieranno dall'ipnosi potrebbero scoprire che hanno ucciso il Movimento".  Leggi anche: Pd-M5s senza più freni. Lo scambio inimmaginabile tra Emilia Romagna e Calabria L'Umbria è il primo banco di prova elettorale per il governo giallorosso. "Il Movimento avrebbe fatto un certo tipo di campagna, con toni giustizialisti, che ora non può più fare: è stato costretto a un bacio mortale. Il Pd non è fesso e metterà un candidato civico, il Movimento va dietro a un copione non suo". Questo accade, sottolinea Paragone, perché il Movimento "non ha più una identità" e così "rischia di essere schiacciato dal bipolarismo regionale. In Emilia Romagna sarà una tragedia, con il serio rischio di arrivare quarti". Come detto, però, la responsabilità non è di Di Maio. "Questa partita l'ha giocata Beppe Grillo. Luigi ora ha confermato la sua squadra dentro al governo e ha fatto bene: meglio circondarsi di persone che conosce".

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