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Matteo Renzi vuole sfidare Matteo Salvini al Nord e cerca Mara Carfagna 

Cristina Agostini
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Matteo Renzi ha difronte a sé due strade: "Seguire il modello Alfano" che "significherebbe accontentarsi di usare il potere guadagnato in questa legislatura per provare a strappare qualche parlamentare a Forza Italia (come provò a fare Alfano)" oppure, scrive Claudio Cerasa su Il Foglio, "seguire il modello Pil" che "significherebbe cogliere le molte opportunità che lo scenario italiano offre oggi al modello Leopolda". Come la questione settentrionale.  Gli elettori del Nord infatti sembrano non interessare più nessuno. "Il Movimento 5 stelle a nord del raccordo anulare non tocca palla e per provare a toccare palla è costretto ad allearsi con il Pd (Umbria). Il Pd è tornato a essere molto romanocentrico - romano è il segretario, romano è il ministro dell' Economia" eccetera, e la stessa Lega, continua Cerasa,  "controlla sì, insieme con Forza Italia, buona parte delle regioni del nord, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia. Ma un conto è quando la Lega si presenta in coalizione puntando sulla sua esperienza pregressa come forza tranquilla di governo delle regioni. Un altro è quando invece la Lega", sottolinea il direttore, "si ritrova ad avere il volto di chi, tra ambiguità sull'euro, sull'atlantismo, sull'Europa, sulla Russia, sulle pensioni, sui conti pubblici, ha grosse difficoltà a essere percepito come il partito dello sviluppo e della responsabilità". Renzi poi "proverà a spaccare il Pd sul tema dell'abolizione di quota 100", e far "il Salvini" di questo governo. Alle prossime elezioni vuole arrivarci con Mara Carfagna all'interno del suo partito, "la vorrei in una prossima Leopolda e le vorrei dare nel partito un ruolo da assoluta protagonista".

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