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Governo, 60 miliardi di tasse per tutelare l'ambiente. Ma li spendiamo in altro: la presa in giro

6 Novembre 2019

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Francesco Costa

«Il problema dell' uomo oggi non è l' energia nucleare, ma il cuore dell' uomo», diceva Albert Einstein sospettato, per i suoi studi, d' essere, tra l' altro, un pesante accumulatore di scorie radioattive. Oggi il cuore dell' uomo batte fortemente per l' ecologia che per essere tutelata -a detta del governo Conte- ha bisogno di accedere al portafogli dei cittadini. La difesa dell' ambiente abbisogna di tasse. Plastica monouso, merendine ipercaloriche, auto aziendali inquinanti: il tripudio di contributi a tutela del mondo è assai lodevole. Sulla carta.

Ma, da ecologisti di ritorno con una tendenza alla parsimonia per non dire tirchieria ci chiediamo: quanto davvero abbiamo pagato finora nel nome della Green Economy, e dove vanno a finire questi soldi? Il sito True Number di Marco Cobianchi ha approfondito il tema -rispolverando dati Istat nascosti sotto le pieghe delle statistiche e, per i politici, della propaganda- ; e ha scoperto che nel 2018 sono state versate allo Stato italiano imposte sull' ambiente per un totale di ben 57.775 milioni di euro (cioè 57 miliardi e 775 milioni). «Una cifra enorme peraltro in aumento di 624 milioni dai 57.151 milioni del 2017. Il record di tasse ambientali, però, si è ottenuto nel 2016 con ben 58.735 milioni». Tutte imposte, occhio, fissate, appunto, per fini nobilmente ecologici, per rendere il mondo libero dall' inquinamento, non certo per "fare cassa". Si tratta -spiega True Numbers- «di 624 milioni in più rispetto al 2017 (57.559 milioni). Nel 2016 le tasse anti-inquinamento hanno pesato per un totale di 58.735 milioni; nel 2015 per 56.144 e nel 2014 per 58.070 milioni di euro.

Una massa gigantesca di soldi con i quali si sarebbe potuto fare tutto il necessario per tutelare l' ambiente ma anche per combattere il dissesto idrogeologico e tutti gli interventi necessari a difesa dell' aria e dell' acqua. È stato così?». No, non è stato così.

Perché, in tema di pulizia dell' aria, ad esempio, si contano almeno 450mila persone che in media ogni anno muoiono prematuramente secondo le stime Ue. E, invece, se parliamo di dissesto idrogeologico, frane e inondazioni hanno causato in Italia 38 vittime, a cui si aggiungono 2 dispersi, 38 feriti e oltre 4.500 tra sfollati e senzatetto; e non esiste una sola regione italiana che, in pratica, non sia "a rischio idraulico".
Questo nonostante i soldi stanziati.

TRASPORTI
Spiega sempre True Numbers sulle tasse sui trasporti: «In questo caso si parla solo delle tasse che gravano sul settore e che hanno un' esplicita motivazione ecologica. Ebbene, in questo caso si tratta di 10.853 milioni di euro versati nel 2018 che rappresentano il massimo dal 2014 ad oggi. Qui non si tratta dell' Iva o delle accise sui carburanti, ma della parte di prelievo fiscale che è giustificato, secondo lo Stato, dal fatto che i carburanti inquinano.

L' Europa, peraltro, sta pensando ad una nuova imposta sugli aerei, proprio per questo motivo. Per l' Italia sarebbe un aggravio pesantissimo, dato che siamo già secondi in Ue per tasse sui biglietti aerei. Tra gli oltre 70 miliardi di tasse che gli automobilisti pagano ogni anno ci sono, quindi, anche questi 10,8 miliardi di euro». E anche la tanto discussa tassa sulle auto aziendali (seppur inquinanti, per carità) ora rimodulata grazie all' intervento di Renzi che nel 2014 la voleva, è comunque una tassa a carico delle aziende; le quali hanno pagato la maggior parte delle tasse sull' inquinamento, 619 milioni.

CLASSIFICA
Poi c' è la stoccata finale: nel 2018 su, appunto, 57,7 miliardi di tasse ambientali solo 561 milioni sono stati destinati all' ambiente, alla lotta ai mitici cambiamenti climatici. Soltanto lo 0,98% di quanto versato. Il che significa che 57.214 milioni sono serviti ad altro. E si tenga conto che, nella hit europea dei virtuosi, cioè di coloro che versano contributi maggiori rispetto al proprio Pil nazionale, gli italiani sono quinti con gli olandesi (3,3% di tasse ambientali), dopo croati, lettoni, danesi e greci campioni insospettati col 4% di tasse. Cioè siamo tra coloro che più contribuiscono al verde mondiale, ma i nostri soldi vanno da altre parti, si perdono per altri rivoli, Dio solo sa quali.

Per non parlare dell' economia circolare: siamo i primi a riciclare, ma spesso, quando arrivano in discarica i rifiuti si rimescolano fra loro. Nulla, ad ora, fa suppore che le cose con questo governo possano cambiare. Anzi.

di Francesco Specchia

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