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Liliana Segre al Quirinale? La senatrice smonta Annunziata, Repubblica e sinistra: "Perché no"

Davide Locano
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I deliri della sinistra smontati da chi viene eletto a simbolo di quegli stessi deliri. La vicenda è la candidatura avanzata in primis da Lucia Annunziata e quindi accolta di buon grado da Repubblica di Liliana Segre come presidente della Repubblica per il dopo-Sergio Mattarella. Senza nulla - nulla - togliere alla senatrice a vita, l'idea è apparsa un poco balzana sin dal principio: sia per ragioni anagrafiche, che argomentavamo qui, sia per il fatto che la Segre, sopravvissuta all'Olocausto, non sembra avere le competenze politiche necessarie per un ruolo del genere, politico se ve ne è uno. Leggi anche: "Segre, scorta per una fake news": Paolo Becchi contro Repubblica Ma tant'è, da sinistra le adesioni si sono moltiplicate di minuto in minuto. Fino a quando la Segre stessa ha voluto fermare questa spirale, con un comunicato stampa in cui chiude la porta, con garbo, adducendo come ragioni proprio quelle che avevano avanzato coloro i quali si erano permessi di dissentire dall'ipotesi di vederla al Colle nel 2022. "Ringrazio le persone che hanno proposto la mia candidatura al Quirinale ma, ovviamente, per motivi sia anagrafici che di competenza specifica tale candidatura va considerata improponibile - ha premesso -. C'è un presidente in carica che sta svolgendo il suo compito di garanzia costituzionale con rigore ed efficacia e che gode di grande popolarità e prestigio in Italia e all'estero", conclude Liliana Segre. Niente da aggiungere.

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