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Mes, vertice ad alta tensione: Gualtieri tratta in Europa ma decide il Parlamento. Disertano i renziani

Davide Locano
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Un vertice notturno di maggioranza tesissimo, durato oltre tre ore, disertato da Italia Viva e dai renziani. Al centro dell'attenzione, alla vigilia dello scontro in Parlamento con le opposizione, il Mes, il fondo salva-Stati. Il risultato ottenuto da Giuseppe Conte? Un compromesso che non può fargli dormire sonni tranquilli: tutto rinviato all'11 dicembre, quando dopo le comunicazioni del premier in vista del Consiglio Ue, la maggioranza sarà chiamata a varare una risoluzione comune. Leggi anche: Mes, Giorgia Meloni fulmina Gentiloni Due i paletti fissati nel vertice notturno: "Ogni decisione sul Mes diventerà definitiva solo dopo che il Parlamento si sarà pronunciato a partire dalle risoluzioni che saranno approvate l'11 dicembre, in occasione delle comunicazioni che il Presidente del Consiglio renderà in vista del prossimo Consiglio Europeo". Insomma, la palla passa al Parlamento. E se Luigi Di Maio manterrà la parola data, il Mes non passerà. E la decisione, aggiungono fonti di Palazzo Chigi, deve essere presa "in linea con i punti 12) e 13) della risoluzione del Parlamento approvata il 12 giugno 2019". E al punto 13 vi è scritto chiaro e tondo che il governo deve "sospendere la determinazione definitiva finché il Parlamento non si sia pronunciato". "Il Parlamento è sovrano - dicono fonti del 5 Stelle - ed è un bene che si sia deciso di non dare nessuna luce verde fino a quando il parlamento non ne discuterà. È il Parlamento che parla per primo. Per noi tante cose nell'Unione Economica e Monetaria vanno riviste". Insomma, ad ora dal vertice Conte sembra uscirne sostanzialmente sconfitto. Di Maio ha poi aggiunto: "Come abbiamo detto nulla si deciderà finché non si arriverà in Parlamento quando il presidente del Consiglio verrà a riferire e si dovrà approvare una risoluzione. Per noi non esiste solo il Mes, ma la riforma va valutata nell'ambito di un pacchetto di riforme nelle quali c'è tanto da cambiare", ha rimarcato il grillino. Il secondo paletto prevede che "in vista della prossima riunione dell'Eurogruppo del 4 dicembre 2019 il governo affronterà il negoziato riguardante l'Unione Economica e Monetaria (completamento della riforma del Mes, strumento di bilancio per la competitività e la convergenza e definizione della road map sull'unione bancaria) seguendo una logica di pacchetto". "Bene l'incontro di stasera sul Mes - ha affermato il ministro Dario Franceschini, capodelegazione del Pd al governo - nessuna richiesta di rinvio all'Ue ma un mandato che rafforza il ministro Gualtieri a trattare al meglio l'accordo sul tavolo europeo già dal 4 dicembre. Ovviamente sarà poi il Parlamento a pronunciarsi definitivamente sulle decisioni assunte".

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