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Matteo Salvini, Eugenio Scalfari: "Un dittatore al servizio di Vladimir Putin"

Davide Locano
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Nella sua consueta lenzuolata della domenica, Eugenio Scalfari picchia duro contro due dei suoi bersagli preferiti: Matteo Salvini e Matteo Renzi. Anche il fondatore di Repubblica, va da sé, agita lo spettro del fantomatico rischio-democratico, dell'ombra della dittatura e via dicendo. "L'esperienza storica - afferma in un passaggio del suo articolo - ci dice che quando predomina il populismo fino al punto di configurare come tale una nazione che ha una sua storia, una sua lingua, un suo carattere culturale che esprime a sua volta una classe dirigente, fenomeni come quelli ai quali stiamo assistendo proprio in questi ultimi anni e mesi sono abbastanza singolari. Ma se dovesse esistere un vero capo conforme a un Paese populista che sfoci inevitabilmente in una dittatura - sottolinea solenne -, il personaggio più adatto non sarebbe Salvini e tanto meno Di Maio, bensì Matteo Renzi. Leggi anche: Scalfari costretto a confessare: "La Ue un sogno infranto" E prima di passare in rassegna le ragioni per le quali, secondo lui, Renzi sarebbe un dittatore perfetto, Scalfari si concentra sull'insulto contro il leader della Lega: "Salvini è un dittatore che tuttavia deve essere al servizio di qualcuno di patria diversa - la spara grossissima -: più volte abbiamo osservato che lui è adatto ad assumere il titolo di presidente dell'Italia, che lascerebbe il posto di padrone del Mediterraneo al presidente di tutte le Russie, Vladimir Putin. Salvini sarebbe il suo alto rappresentante nel Mediterraneo e in un' Italia asservita all'interno e rappresentante internazionale d'un grande impero straniero", conclude Eugenio Scalfari, in una delle sparate più clamorose e grottesche che abbia mai partorito la sua penna.

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