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Lucia Borgonzoni attacca Stefano Bonaccini sulla sanità: "Dati positivi in Emilia? Ci sono molti trucchi"

Caterina Spinelli
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Lucia Borgonzoni, a pochissime ore dal voto in Emilia-Romagna, è più agguerrita che mai. "Se vinciamo - ha premesso fregandosene delle scaramanzie -, stracceremo immediatamente la legge che favorisce la creazione di micro-campi nomadi. In Emilia Romagna vivono nomadi di etnia sinti, che sono italiani. Quindi come tutti gli altri devono partecipare alle graduatorie per le case popolari. Se ne hanno il diritto, avranno l'accesso al servizio. Altrimenti non lo otterranno. Non dobbiamo pagare tutti noi una loro scelta di vita". Leggi anche: Vittorio Sgarbi contro il grillino Morra: "Un untore, abusa del proprio potere" La candidata della Lega, in corsa per la presidenza della regione più rossa di sempre, al Giornale svela le farse del Pd e, soprattutto, quelle del suo avversario Stefano Bonaccini sulla sanità: "Vantiamo grandi eccellenze. Abbiamo medici, infermieri e tecnici che fanno molti straordinari per far funzionare gli ospedali. Però ci sono alcuni problemi, Le liste di attesa sono lunghissime". E a chi le ricorda che i dati dicono il contrario, la Borgonzoni risponde: "Vengono usati trucchi per far sembrare la sanità migliore di quella che è. A volte se una persona va a chiedere un appuntamento, le rispondono che l'agenda del medico è chiusa. Quindi non può prenotare l'esame. In questo modo la lista di attesa non si allunga, certo. Ma quella persona la visita non l'ha mica avuta".

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