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Emilia Romagna, il paradosso: perché la sparizione del M5s mette a rischio il governo di Giuseppe Conte

Davide Locano
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La spallata al governo, che doveva arrivare dall'Emilia Romagna, non è riuscita: la roccaforte rossa resta tale, Stefano Bonaccini vince su Lucia Borgonzoni. Il piano di Matteo Salvini, per ora, si ferma. Niente crisi. O forse no. Già, perché in questa tornata elettorale c'è un altro fattore di cui si deve tenere conto: il tracollo, il disastro, la sparizione del M5s. In Emilia Romagna Simone Benini veleggia attorno al 3 per cento. In Calabria, il candidato Francesco Aiello raccoglie circa il 7 per cento. Grillini letteralmente spariti, così come sta provando a sparire Luigi Di Maio, fresco di dimissioni di ruolo da capo politico del M5s. Leggi anche: Franco Bechis accusa: "L'atto indecente di Giuseppe Conte" Era scontata la sconfitta dei grillini, ma non lo erano le proporzioni. Catastrofiche. Un ko che in un qualche modo cambia anche gli equilibri all'interno del governo, dove il Pd si trova in una posizione di forza sempre maggiore: non soltanto i sondaggi che da tempo danno il M5s dietro ai democratici, ora anche l'evidenza di queste elezioni. Insomma, i democratici avranno argomenti per avanzare richieste, per strappare alcuni dicasteri. Insomma il Pd potrebbe chiedere a gran voce un rimpasto, con tutte le conseguenze che questo potrebbe portare per Giuseppe Conte e il suo esecutivo. Ma non è tutto. Vi è infatti un secondo fattore che, per il premier e l'esecutivo, è ancor più pericoloso. Da tempo, tra i grillini e un po' a tutti i livelli, in molti pensano che il governo con il Pd sia determinante nel declino del Movimento. Se il M5s poteva sopravvivere con la Lega, non può farlo con il Pd. Il voto alle regionali, i sondaggi e le tensioni interne stanno lì a dimostrarlo. Insomma, una rivolta grillina che potrebbe portare al crac di governo non si può escludere. E neppure la paura di un voto anticipato potrebbe fermarli, perché la contrarietà di Sergio Mattarella al ritorno alle urne è nota. Non a caso, da giorni, si parla della possibilità di plasmare una nuova maggioranza in questo Parlamento, grazie ai transfughi M5s che, nel caso in cui proseguisse l'alleanza col Pd, potrebbero moltiplicarsi esponenzialmente. Ragioni per le quali Giuseppe Conte non può dormire sonni tranquilli.

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