Palermo, 6 gen. (Adnkronos) - "Se a Piersanti Mattarella fosse stato consentito di continuare la sua opera politica e amministrativa, probabilmente, il Meridione e la Sicilia non si troverebbero nelle attuali condizioni di isolamento sociale ed economico. Le Carte in Regola erano e sono la condizione preliminare per un ordinato sviluppo". Lo ha detto Gianfranco Miccichè, Presidente dell'Ars intervenendo alla seduta solenne per ricordare Piersanti Mattarella alla presenza del Capo dello Stato. "La consapevolezza del forte divario tra Sud e Nord gli consentì, per primo, di fiutare il pericolo che conteneva la proposta sulla costituzione della macro-regione della Padania, avanzata dal primo Presidente della Regione Emilia Romagna. “L’enorme forza sociale, economica e finanziaria come quella vagheggiata dal Presidente della Regione Emilia Romagna – scrisse Mattarella in un articolo pubblicato dal Giornale di Sicilia l’11 novembre del 1975 - è intuibile e finirebbe per avere sulle scelte generali nazionali l’esaltazione neocapitalista della concentrazione della ricchezza e la negazione di ogni nuovo modello di sviluppo” - dice Miccichè -Qualche decennio più tardi, fu la Lega Nord di Umberto Bossi, minacciando la secessione, a rilanciare il progetto della macro-regione della Padania. Non se ne fece nulla sia nel primo che nel secondo caso. Ma oggi, dopo l’introduzione dell’Autonomia differenziata nella Costituzione (art.116, 3° comma), il rischio che le più ricche regioni del Nord diventino sempre più ricche e quelle meridionali sempre più povere, Presidente Mattarella, è molto forte". "Piersanti Mattarella, oltre che amministratore, fu un politico a tutto tondo: credeva fermamente nel ruolo determinante degli enti locali per favorire lo sviluppo delle comunità. Nel 1969 fondò, insieme con alcuni giovani amministratori, l’Asacel (Associazione siciliana enti locali) - della quale fu il primo presidente - che lo scorso anno ha compiuto 50 anni. Esortava i giovani a candidarsi nei consigli comunali, ritenendo questa un’esperienza molto importante e formativa. Nel 1979, l’Ars varò la legge con cui la Regione trasferiva ai comuni alcune importanti funzioni.




