Roma, 14 mag. (Adnkronos) - "L'importante opera di verità che sta emergendo, grazie alle iniziative del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, in ordine alla gestione da parte del procuratore capo di Milano Bruti Liberati delle notizie di reato che giungono a quella Procura, ha disvelato una vicenda che a tutt'oggi non ha ricevuto gli onori delle cronache". Lo dice Marco Pannella. "Robledo, per quanto riportato dal sito de Il Fatto, ha denunciato al Csm anche una vicenda che ci riguarda, o meglio che riguarda il Paese e la legalità delle istituzioni -prosegue il leader dei Radicali-. Robledo, difatti, che ha istruito il procedimento per le firme false di Formigoni in occasione delle elezioni regionali del 2010, ha segnalato al Csm, tra l'altro, che Bruti Liberati tento' di indurlo a non iscrivere subito nel registro degli indagati l'allora presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, nonostante, per effetto delle dichiarazioni rese da Clotilde Strada, emergessero chiari elementi a suo carico quale organizzatore dell'opera di falsificazione delle firme del listino di Formigoni". "Robledo, apprendo dai documenti pubblicati da Il Fatto, racconta al Csm come Bruti Liberati fosse preoccupato delle sorti del Pdl lombardo e a seguire rivela la reazione scomposta del Procuratore Capo quando quest'ultimo apprese che Robledo, iscrivendo Podestà nel registro delle notizie di reato, aveva disatteso la sua indicazione", dice ancora Pannella. (segue)




