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L'indiscrezione: Padoan e Cottarelli vicini alle dimissioni

Solo l'intervento di Napolitano avrebbe convinto il titolare dell'Economia a non lasciare
di Ignazio Stagnodomenica 30 marzo 2014
L'indiscrezione: Padoan e Cottarelli vicini alle dimissioni

2' di lettura

Non sono giorni facili per Matteo Renzi. Il premier ha finito le sue slides di annunci e promesse. Matteo attende che da via xx settembre arrivi il semaforo verde per le sue riforme e soprattutto per quel taglio dell'Irpef e del cuneo fiscale su cui il premier si è giocato la faccia promettendo 80 euro in più nelle buste paga di maggio. A un passo dalle dimissioni - A quanto pare dal Tesoro non arriva il via libera. Anzi si rischia davvero la figuraccia, al punto che secondo indiscrezioni raccontate da Dagospia, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan ha anche pensato di rassegnare le dimissioni. Il titolare del tesoro infatti si trova nella posizione scomoda di chi deve tenere i conti in regola ma al tempo stesso deve accontentare il premier che vuole comunque risorse fresche per le sue promesse. Così in via XX settembre la tensione sarebbe alle stelle. Pier Carlo Padoan, come racconta Dagospia, sarebbe stato sul punto di mollare tutto. Solo un intervento del Colle ha scongiurato l'addio del ministro al governo. Il caso Cottarelli - Un altro esperto che, sempre secondo Dagospia, avrebbe la lettera di dimissioni in tasca è Carlo Cottarelli, strappato nel 2013 dal Fondo monetario dall'ex premier Letta per mettere ordine nei conti del Paese con una massiccia spending review. Con Renzi, Cottarelli non va d'accordo. Più di una volta il premier ha dichiarato: "Cottarelli fa la lista di ciò che bisogna tagliare, poi spetta al governo decidere". Una sorta di stop preventivo al piano di spending review che molto probabilmente per l'attuazione dovrà passare tra le mani di Renzi. Un conflitto quello tra Renzi e Cottarelli che difficilmente sanabile. Renzi annuncia i tagli ma mancano le coperture. Che affannosamente Padoan e Cottarelli devono trovare. Cosa non semplice. Ed è ormai probabile che se dovesse saltare il piano dei tagli all'Irpef in vista di maggio, i due uomini chiavi della macchina economica del governo Renzi potrebbero fare un passo indietro lasciando Renzi nel suo mare di promesse mai mantenute.